Vestas Italia: Frustrazione e Sciopero Contro il Trasferimento a Melfi

L’assemblea dei lavoratori di Vestas Italia, convocata con la partecipazione delle segreterie territoriali Fiom e Uilm, si è conclusa con un profondo senso di frustrazione e un’ulteriore intensificazione della protesta contro la decisione aziendale di trasferire il magazzino, il training center e la riparazione delle pale da Taranto a San Nicola di Melfi a partire dal 1° marzo.

Il confronto, avvenuto in seguito all’incontro precedente, ha evidenziato una marcata divergenza tra le aspettative dei lavoratori e le azioni intraprese dalla direzione aziendale.
I rappresentanti sindacali, in apertura di lavori, hanno illustrato i contenuti dell’incontro con l’azienda, focalizzandosi sull’assenza di un reale impegno da parte di Vestas nel ricercare alternative che preservassero l’occupazione e il tessuto industriale del territorio tarantino.
Durante i dibattiti, i lavoratori hanno espresso con forza la loro preoccupazione, sottolineando come la scelta di trasferire tali funzioni strategicamente importanti rappresenti un duro colpo per l’indotto locale, con ripercussioni tangibili non solo per i dipendenti diretti, ma anche per le numerose aziende che orbitano attorno all’impianto di Taranto.

L’impressione condivisa è quella di una rottura nel dialogo con l’azienda, un rifiuto di ricostruire un rapporto industriale basato sulla concertazione e la ricerca di soluzioni condivise.

La decisione aziendale, percepita come unilateralmente imposta, non tiene conto delle specificità del contesto tarantino, caratterizzato da un delicato equilibrio sociale ed economico.
I lavoratori temono che il trasferimento possa innescare un effetto domino, con la perdita di posti di lavoro indiretti e un ulteriore depauperamento del territorio.
In risposta a questa situazione, le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) e le segreterie territoriali Fiom e Uilm hanno formalizzato lo stato di agitazione e proclamato un immediato sciopero di 12 ore, articolato in due turni: le ultime quattro ore del turno odierno e l’intera giornata di venerdì 16.
Parallelamente, è stata sospesa a tempo indeterminato l’applicazione di flessibilità, reperibilità e straordinari, misure considerate inaccettabili in un momento di tale incertezza.
La RSU si riserva di comunicare quotidianamente l’articolazione delle ulteriori ore di sciopero.
Al fine di definire le prossime azioni di mobilitazione, è stata convocata un’assemblea di due ore per lunedì 19 gennaio.

Inoltre, è stata formalizzata una richiesta urgente di incontro con la task force regionale e le istituzioni locali, al fine di sollecitare un intervento a sostegno del territorio e dei lavoratori.
Fiom e Uilm ribadiscono il loro impegno a sostenere attivamente ogni iniziativa volta a contrastare la decisione aziendale e a promuovere un tavolo di confronto costruttivo, finalizzato alla ricerca di soluzioni alternative che salvaguardino gli interessi dei lavoratori, dell’indotto e del tessuto economico-sociale tarantino.

L’obiettivo primario è ottenere una revisione della decisione aziendale e l’apertura a un dialogo che tenga conto delle reali esigenze del territorio e delle persone che vi lavorano.

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