La nascita della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Comunali della provincia di Taranto segna un punto di svolta strategico per il territorio, trascendendo la mera formalità di un incontro istituzionale.
L’iniziativa, promossa con lungimiranza dal presidente del Consiglio comunale di Taranto, Gianni Liviano, e coadiuvata dal segretario generale Eugenio De Carlo, rappresenta un tentativo consapevole di riallacciare fili interrotti e costruire un’architettura di collaborazione duratura tra il capoluogo e i comuni circostanti.
La partecipazione dei presidenti dei Consigli di Martina Franca, Grottaglie, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Lizzano, Monteiasi, Mottola, Palagiano, Pulsano, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe e Statte, unitamente ai vicepresidenti di Leporano e Massafra, testimonia una condivisa aspirazione al cambiamento, un desiderio di superare l’isolamento e sfruttare sinergie precedentemente inesplorate.
L’analisi del presidente Liviano ha messo in luce una profonda esigenza di ricostruzione del tessuto relazionale tra Taranto e i suoi comuni, un tessuto che, a causa di dinamiche storiche e rivalità locali, si è parzialmente deteriorato nel tempo.
Il suo intervento ha delineato una visione chiara e ambiziosa, articolata attorno a tre assi portanti.
Il primo, e fondamentale, riguarda il mutuo supporto tra i Consigli comunali.
Questo implica uno scambio costante di informazioni, buone pratiche amministrative e assistenza reciproca nella gestione delle problematiche locali, superando l’individualismo e promuovendo una visione condivisa dello sviluppo territoriale.
Il secondo asse si concentra sulla creazione di percorsi di formazione itineranti.
Non si tratta di semplici corsi di aggiornamento, ma di iniziative didattiche progettate per coinvolgere attivamente funzionari, consiglieri e amministratori, affrontando temi cruciali come la transizione ecologica, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la gestione dei fondi europei e la promozione del turismo sostenibile.
La natura itinerante di questi percorsi mira a favorire la mobilità del sapere e a creare opportunità di networking tra i professionisti del territorio.
Il terzo punto, cruciale per rafforzare la democrazia partecipativa, prevede l’organizzazione di sedute aperte nei territori.
Questa innovativa modalità di operare intende abbattere le barriere istituzionali, avvicinando i processi decisionali ai cittadini e incentivando un senso di appartenenza e responsabilità condivisa.
L’obiettivo è favorire un dialogo costruttivo, raccogliere suggerimenti e proposte e rendere l’amministrazione più trasparente e accessibile.
La Conferenza, programmata per riconvocarsi all’inizio del nuovo anno, dovrà tradurre queste linee guida in azioni concrete, definendo un cronoprogramma dettagliato e individuando i responsabili dell’attuazione.
L’iniziativa rappresenta un investimento nel futuro del territorio tarantino, un impegno a costruire una comunità più coesa, resiliente e capace di affrontare le sfide del XXI secolo.
Il suo successo dipenderà dalla capacità di tutti gli attori coinvolti di abbracciare lo spirito di collaborazione e di mettere al centro il bene comune.






