Nel momento del congedo, segnato da un’emozione palpabile, Michele Emiliano ha espresso, a nome di una comunità intera, un profondo legame con il passato e un fervente augurio per il futuro della Puglia, affidato ora nelle mani di Antonio Decaro.
Le parole, pronunciate con voce commossa in un contesto formale come la Corte d’Appello, trascendono la semplice formalità del passaggio di testimone, configurandosi come un atto di continuità e fiducia.
Emiliano ha riconosciuto il lungo percorso condiviso con Decaro, un cammino intessuto di sfide e successi, e ha sottolineato la straordinarietà della vittoria che ha portato Decaro alla guida della regione.
Non si tratta solo di un riconoscimento politico, ma di un atto di fiducia nelle capacità e nella visione del nuovo governatore, un invito a proseguire l’opera iniziata, arricchendola con nuove prospettive.
L’augurio espresso è quello di un lavoro sereno, un lavoro che possa nutrire l’entusiasmo e la dedizione in una regione ricca di storia, di cultura e, soprattutto, di persone oneste e laboriose.
Questa è la vera forza della Puglia, un capitale umano che ha sempre sostenuto chi ha avuto l’onore di servirla, e che continuerà a farlo con lo stesso spirito di collaborazione e fiducia.
È a queste persone, ai cittadini pugliesi, che Decaro è chiamato a rivolgersi con umiltà e ascolto, cercando di interpretare al meglio le loro esigenze e aspirazioni.
Emiliano, con un gesto di profonda sensibilità, ha rivolto un pensiero anche alla famiglia di Decaro, riconoscendo il ruolo cruciale che essa svolge nel sostenere il suo percorso.
Essere al servizio della collettività implica sacrifici e rinunce, e il supporto affettivo dei propri cari è un elemento imprescindibile per affrontare le sfide che attendono il nuovo governatore.
Ha ammonito, con delicatezza, che l’amore genuino non può essere imposto o simulato, e che Decaro dovrà rimanere fedele a se stesso, consapevole delle aspettative e delle pressioni che lo circonderanno.
Il discorso ha ampliato la riflessione, estendendosi a tutti coloro che, con diverse funzioni e in vari ambiti, dedicano il proprio impegno al servizio della Repubblica.
Questa è una vocazione che comporta un onore profondo e una gioia autentica, ma che richiede anche un prezzo in termini di tempo e di energie sottratte alla sfera privata.
Un ringraziamento sentito è stato rivolto alle famiglie di questi servitori dello Stato, per la loro comprensione e per il loro sostegno, riconoscendo il sacrificio silenzioso che essi compiono quotidianamente.
L’impegno verso la comunità, in definitiva, si nutre della forza e del conforto che derivano dall’amore e dall’affetto dei propri cari, un legame che rappresenta il vero fondamento di una vita dedicata al bene comune.






