Un’indagine della Guardia di Finanza della provincia di Barletta-Andria-Trani ha portato alla luce un sistema di elusione delle normative che regolano l’erogazione del Reddito di Cittadinanza e dell’Assegno di Inclusione, con conseguenti perdite finanziarie per lo Stato.
L’attività investigativa, ora trasmessa alle Procure di Trani e Foggia e all’INPS, ha quantificato in sessanta il numero di individui che, a fronte di requisiti non posseduti, hanno percepito indebitamente queste misure di sostegno al reddito, per un danno economico stimato in 420.000 euro.
L’analisi condotta dai finanzieri ha rivelato una pluralità di strategie adottate per aggirare i controlli.
In alcuni casi, cittadini stranieri, sfruttando vulnerabilità procedurali, hanno presentato istanze fraudolente, dichiarando falsamente di possedere i requisiti minimi di residenza sul territorio nazionale.
Questo meccanismo, spesso orchestrato con la complicità di intermediari, mirava a ottenere l’accesso a prestazioni economiche destinate a soggetti in condizione di bisogno reale.
Parallelamente, sono state individuate situazioni in cui i beneficiari, sia di origine italiana che straniera, hanno deliberatamente omesso o ritardato la comunicazione di variazioni significative nella loro condizione economica e patrimoniale.
L’obbligo di aggiornamento dell’INPS riguardo a redditi, beni e composizione del nucleo familiare è fondamentale per garantire l’erogazione corretta delle prestazioni.
La mancata o ritardata comunicazione, volta a mantenere l’accesso a sussidi non più giustificati, configura un reato di frode e indebito arricchimento.
L’indagine solleva interrogativi significativi sull’efficacia dei sistemi di controllo attualmente in atto e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e repressione di tali pratiche illegali.
Il caso, pur riguardando un’area geografica specifica, potrebbe essere indicativo di un fenomeno più ampio, che richiede un’attenzione sistematica a livello nazionale.
La complessità delle normative e la difficoltà di tracciare con certezza la situazione economica e sociale dei richiedenti rappresentano una sfida costante per gli organi di controllo, esigendo un continuo aggiornamento delle metodologie investigative e un’integrazione sempre più stretta tra le diverse istituzioni coinvolte, tra cui l’INPS, le forze dell’ordine e la magistratura.
L’obiettivo primario deve essere quello di assicurare che le risorse pubbliche destinate al sostegno dei cittadini in difficoltà siano impiegate in modo corretto ed efficiente, evitando che vengano sottratte a chi ne ha realmente bisogno.






