Il Festival del Teatro Popolare del Gargano, giunto alla sua quarta edizione, si configura come un crogiolo di voci e narrazioni provenienti da ogni angolo d’Italia, un’occasione imprescindibile per l’approfondimento del panorama teatrale nazionale.
Dal 10 gennaio al 15 marzo 2026, Vico del Gargano, cuore pulsante del Gargano, accoglierà dieci compagnie teatrali, dieci spettacoli distinti, declinati in quindici date che promettono un percorso emozionale intenso e stimolante.
L’edizione 2026 affronterà con coraggio e sensibilità le sfumature complesse e spesso contraddittorie dell’adolescenza.
Un’età cruciale, segnata da una ricerca incessante di identità, da fragilità latenti e da un confronto spesso traumatico con il mondo adulto.
La bellezza e le inquietudini che coesistono in questo periodo delicato saranno al centro dell’indagine artistica, attraverso una programmazione che punta a illuminare le zone d’ombra e a dare voce alle esperienze più intime e, a volte, più dolorose.
Particolarmente significativo è lo spettacolo del 28 febbraio e la sua replica il 1° marzo, dedicato a “Pietro Orlandi, fratello”.
L’opera trae spunto dalla vicenda ancora irrisolta della scomparsa di Emanuela Orlandi, una giovane cittadina del Vaticano svanita nel mistero il 22 giugno 1983.
Un caso che, a distanza di decenni, continua a interrogare l’opinione pubblica e a sollevare interrogativi profondi sulla giustizia, il potere e le responsabilità.
Attraverso la narrazione teatrale, si intende non solo onorare la memoria di Emanuela, ma anche stimolare una riflessione più ampia sui diritti dei giovani e sulla necessità di verità e trasparenza.
Un focus particolare sarà dedicato al fenomeno dei “hikikomori”, ragazzi e giovani adulti che scelgono l’isolamento volontario dal mondo esterno, rifugiandosi in un universo virtuale o, più semplicemente, rinchiudendosi nelle proprie stanze.
Un disagio sociale in crescita, spesso alimentato da pressioni, difficoltà relazionali e una crescente sensazione di inadeguatezza.
Il festival intende offrire uno spazio di ascolto e di comprensione per queste giovani vite, favorendo un dialogo costruttivo e offrendo spunti di riflessione su possibili percorsi di reinserimento sociale.
L’evento, che si consolida anno dopo anno, attira un pubblico eterogeneo e coinvolge figure istituzionali di spicco: Ludovico Vaccaro, Procuratore Generale di Lecce; il Sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio; il Presidente del Parco del Gargano, Raffaele Di Mauro; rappresentanti regionali come Raffaele Piemontese e Rossella Falcone.
La presenza di compagnie e artisti provenienti da città come Napoli, Arezzo, Teramo, Avellino, Bari, Pordenone, Caserta, Roma e Milano, testimonia l’ampiezza e la rilevanza del festival nel panorama culturale nazionale.
Come sottolinea l’assessora alla Cultura, Rita Selvaggio, il Festival del Teatro Popolare del Gargano rappresenta un “ulteriore salto di qualità”, un’evoluzione costante che lo proietta come uno degli eventi culturali più significativi e influenti del territorio, non solo per Vico del Gargano, ma per l’intera regione e per il paese.
Un’occasione unica per vivere il teatro come strumento di conoscenza, di riflessione e di crescita collettiva.

