domenica 31 Agosto 2025
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Taranto: Salute Pubblica Prioritaria, Comune Dice No all’Accordo

La salvaguardia della salute pubblica dei cittadini tarantini rappresenta un imperativo costituzionale, un diritto inalienabile che trascende le dinamiche politiche e amministrative.

È con questa ferma convinzione che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Bitetti, si pone di fronte alla complessa vertenza siderurgica, rivendicando la propria autonomia decisionale e il proprio ruolo di garante del benessere della comunità.
La dialettica con il governo, inevitabile in contesti di tale complessità, non implica in alcun modo una delegittimazione dei poteri esecutivi nazionali, bensì l’affermazione di una responsabilità locale che non può essere subordinata a logiche meramente gestionali o di breve termine.

La sopravvivenza dell’Ilva, o di qualsiasi sua evoluzione, non può essere un dato acquisito a prescindere dalla sua compatibilità con la tutela dell’ambiente e della salute dei tarantini.

La mancata sottoscrizione dell’accordo di programma da parte del Comune non determina la chiusura immediata dell’impianto, ma sottolinea la necessità di una revisione profonda delle condizioni che ne regolano l’operatività.
Le scelte compiute dall’amministrazione comunale non sono frutto di impulsi momentanei, ma riflettono un mandato chiaro e univoco: trasformare radicalmente la storia di Taranto, estirpando le radici profonde dell’inquinamento che hanno segnato il territorio e aprendo la strada a un futuro sostenibile e prospero.
Questa volontà si è concretizzata fin dall’inizio del mandato, con la formulazione di pareri negativi sull’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), un ascolto attivo delle istanze provenienti dalla società civile e il rifiuto di apporre la firma a un accordo interistituzionale percepito come inadeguato a garantire gli obiettivi prioritari di tutela della salute e di sviluppo economico equo.

La transizione industriale, un processo complesso e articolato, richiede un approccio straordinario e un impegno condiviso.
L’amministrazione comunale sollecita pertanto l’emanazione di un decreto ad hoc per Taranto, un atto normativo che definisca interventi mirati e risorse dedicate, riconoscendo l’unicità della situazione locale e le sue specifiche esigenze.
Questo decreto dovrebbe prevedere investimenti significativi in infrastrutture sostenibili, nella riconversione professionale dei lavoratori e nella creazione di alternative occupazionali innovative.
Al contempo, è indispensabile avviare un percorso di decarbonizzazione rapido e deciso, fissando un obiettivo temporale preciso per la cessazione delle attività ad alta intensità di emissioni, l’area a caldo, entro un orizzonte di cinque anni.

Ogni soluzione definitiva, ogni percorso concordato, deve essere caratterizzato da chiarezza, trasparenza e accountability.
I tempi, le modalità e gli strumenti devono essere definiti in modo inequivocabile, garantendo la possibilità di monitorare i progressi e di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Solo attraverso un confronto aperto e costruttivo con il Ministro Urso e con l’intero governo, sulla base di questi principi fondamentali, sarà possibile costruire un futuro migliore per Taranto, un futuro in cui la prosperità economica sia compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei suoi cittadini.

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