Poli Bortone: candidatura e attacchi, l’età come arma politica

L’annuncio della candidatura di Adriana Poli Bortone alla presidenza della provincia di Lecce, a soli pochi mesi dalla sua elezione a sindaco del capoluogo, ha scatenato un’onda di reazioni contrastanti sui canali social, evidenziando le tensioni e le dinamiche che spesso accompagnano l’arena politica.
L’età anagrafica della senatrice, un elemento che avrebbe dovuto essere irrilevante in una valutazione di competenze e capacità, è stata tragicamente strumentalizzata per generare insulti e critiche di varia natura, riflettendo un’inaccettabile forma di invecchiamentoismo.
La candidatura, sostenuta da un ampio fronte di forze di centrodestra provinciali, si presenta come un tentativo di consolidare una leadership forte e coesa, ma ha anche riaperto un dibattito cruciale: quello sul ricambio generazionale e sull’opportunità di favorire l’ingresso di nuove figure nelle posizioni di potere.

Questo annuncio, però, ha amplificato le voci che lamentano un blocco di potere, alimentando la frustrazione di chi aspira a un cambiamento radicale all’interno della classe dirigente.
Le reazioni negative non si limitano a semplici commenti; si configurano come attacchi personali, una degradazione del confronto politico che, per sua natura, dovrebbe essere fondato sul merito e sulle proposte, non sulla discriminazione basata sull’età o sull’appartenenza generazionale.
Questa deriva polemica non solo è irrispettosa nei confronti di un amministratore pubblico eletto, ma compromette seriamente la qualità del dibattito democratico, deprivandolo di sostanza e di costruttività.

A difesa di Poli Bortone si sono levate voci autorevoli, come quella del deputato Saverio Congedo, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, e del coordinatore provinciale di Forza Italia, Paride Mazzotta.

Congedo ha sottolineato la gravità degli attacchi, denunciando un’inaccettabile svalutazione del confronto politico attraverso argomentazioni che non hanno nulla a che vedere con la qualità dell’azione amministrativa.
Mazzotta, a sua volta, ha interpretato le offese come il sintomo di una carenza argomentativa da parte dell’opposizione, che si rifugia in attacchi personali per mascherare l’incapacità di contestare il buon governo della città.
L’episodio solleva interrogativi fondamentali sulla maturità del dibattito pubblico, sulla necessità di superare stereotipi legati all’età e sull’importanza di promuovere un confronto politico basato sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione delle competenze, indipendentemente dall’età anagrafica.

La vicenda Poli Bortone rappresenta un campanello d’allarme, invitando la comunità politica e l’opinione pubblica a riflettere sui valori e sui principi che devono ispirare la vita democratica.
È imperativo che le voci che promuovono l’odio e la discriminazione siano isolate e contrastate, per garantire un ambiente in cui il merito e la competenza siano gli unici criteri di valutazione.

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