L’ascesa di una disciplina sportiva non è un fenomeno improvviso, una meteora che appare dal nulla.
Richiede un investimento costante, una visione strategica e un impegno radicato nel territorio.
Questa riflessione, espressa dal tecnico della nazionale italiana di pallavolo Ferdinando De Giorgi durante un incontro con gli studenti del liceo classico Lanza di Foggia, sottolinea una differenza fondamentale rispetto alla percezione comune di alcuni sport, e invita a una profonda riflessione sul modello di sviluppo che ogni disciplina dovrebbe perseguire.
De Giorgi ha evidenziato come la pallavolo, così come il tennis, non sia il risultato di una svolta improvvisa, bensì il culmine di un percorso pianificato e costellato di iniziative mirate.
La creazione di una nazionale competitiva, infatti, è il frutto di anni di lavoro federale, con un’attenzione particolare alla formazione dei giovani atleti a livello locale.
Questo approccio, che privilegia la costanza e la coltivazione dei talenti, contrasta con l’idea di un successo inatteso, come quello che spesso si associa al calcio, sport in cui le dinamiche sono complesse e in continua evoluzione.
L’esempio di Jannik Sinner, astro nascente del tennis mondiale, è stato utilizzato da De Giorgi per illustrare un punto cruciale: anche un talento eccezionale come il suo avrebbe probabilmente brillato ovunque, ma è il sistema, l’infrastruttura di supporto, che permette di far emergere e sviluppare una pluralità di atleti di alto livello.
Il vero obiettivo non è la nascita di un singolo campione, ma la creazione di una generazione di talenti, un ecosistema sportivo solido e sostenibile.
La crescita sportiva, come quella personale, implica un processo continuo di apprendimento e adattamento.
L’allenatore, per preparare al meglio i suoi atleti, deve essere egli stesso preparato, costantemente aggiornato e aperto al cambiamento.
Questo richiede una mentalità di crescita, una volontà di mettersi in discussione e di ricercare sempre nuovi modi per migliorare.
Per De Giorgi, il legame con Foggia è profondamente radicato nel suo percorso professionale e umano.
La città è stata la sua fucina, il luogo dove ha coltivato le sue competenze, frequentando l’Isef (Istituto di Scienze Motorie) e poi la facoltà di Scienze Motorie, rimanendo tuttora coinvolto nell’organizzazione di iniziative sportive.
Ricorda con affetto le faticose trasferte in treno tra Lecce e Foggia, conciliare lo studio intensivo con l’impegno agonistico in Serie A.
Un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nella sua formazione, e che desidera trasmettere ai giovani atleti, incoraggiandoli a perseguire i propri obiettivi con dedizione, sacrificio e una costante sete di conoscenza.
La storia personale di De Giorgi, infatti, è un potente messaggio di speranza e ispirazione per le nuove generazioni, a testimonianza del fatto che con impegno, passione e un solido background educativo, si possono superare qualsiasi ostacolo e raggiungere traguardi ambiziosi.







