Il 29 e 30 novembre prossimi, Bologna si configura come fulcro di un dibattito cruciale per il futuro della giustizia e della memoria collettiva.
In Sala Borsa, precisamente nell’Auditorium Biagi (piazza del Nettuno, 3), si terrà il congresso nazionale “Il diritto alla verità”, un’iniziativa promossa da Salvatore Borsellino e dal movimento Agende Rosse, con il sostegno del Comune di Bologna e in collaborazione con AntimafiaDuemila.
L’evento, ben più di una semplice conferenza, rappresenta un’opportunità per affrontare una lacuna significativa nel nostro sistema giuridico: l’assenza di un riconoscimento formale e giuridicamente vincolante del diritto alla verità.
Questa lacuna, purtroppo, ha permesso a zone d’ombra e opacità a inquinare la ricerca della giustizia, lasciando famiglie di vittime e l’intera società civile in un limbo di incertezze e frustrazioni.
Il congresso intende stimolare una riflessione approfondita su come questo diritto possa essere concretamente tutelato, superando le resistenze e gli ostacoli che hanno finora impedito la sua istituzionalizzazione.
Non si tratta semplicemente di accesso ai documenti, ma di un diritto a una verità completa, imparziale e accessibile, che permetta di ricostruire la sequenza degli eventi, identificare i responsabili e le loro complicità, e finalmente garantire una chiusura che possa lenire le ferite del passato.
Il programma prevede una serie di tavoli di lavoro tematici, aperti a un ampio spettro di competenze e sensibilità.
Accademici di spicco, magistrati con una comprovata esperienza nella lotta alla criminalità organizzata, avvocati specializzati in diritti umani, storici esperti in analisi delle stragi, giornalisti investigativi, intellettuali impegnati e, soprattutto, le voci delle famiglie delle vittime, saranno chiamati a confrontarsi e a condividere le proprie prospettive.
Tra i relatori, si annoverano figure di riferimento come Ilaria Cucchi, simbolo della battaglia per la verità sui diritti dei detenuti; Luigi de Magistris, per la sua esperienza a Napoli; Enza Rando, storica portavoce delle Madri di Piazza Fontana; Roberto Scarpinato, magistrato noto per la sua rigorosa indagine sulla mafia; Sigfrido Ranucci, giornalista impegnato nella denuncia di abusi di potere; e Fabio Anselmo, autore di inchieste cruciali.
L’esito del congresso non si limiterà a un mero scambio di opinioni.
L’obiettivo primario è la formulazione di una proposta normativa dettagliata e rigorosa, pronta ad essere sottoposta all’attenzione del Parlamento.
Questa proposta dovrà delineare i criteri per l’esercizio del diritto alla verità, i limiti al suo utilizzo, i meccanismi di tutela contro abusi e, soprattutto, le conseguenze legali in caso di violazione.
Il congresso si svolgerà nell’arco di due giorni, a partire da sabato 29 novembre alle ore 9, per concludersi la sera di domenica 30 novembre.
Per consentire una più ampia partecipazione, i lavori saranno trasmessi in diretta streaming sui canali web di AntimafiaDuemila, estendendo così il dibattito a un pubblico vasto e interessato.
Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale verso un sistema giudiziario più trasparente, responsabile e realmente al servizio della giustizia e della verità.

