Nel 2025, un’azione sinergica tra la Procura della Repubblica di Bologna e il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha portato alla confisca di beni per un valore complessivo stimato in circa 2,2 milioni di euro, frutto di un’analisi approfondita di attività illecite che spaziano dalla criminalità organizzata all’evasione fiscale sofisticata.
Questo risultato, tangibile in 40 provvedimenti di confisca, di cui 28 già esecutivi e 12 in corso di realizzazione, testimonia l’efficacia di un approccio investigativo orientato alla localizzazione e al recupero di risorse finanziarie sottratte alla legalità.
Le indagini hanno svelato schemi diversificati di elusione fiscale e riciclaggio di denaro, colpendo figure professionali di spicco e realtà imprenditoriali consolidate.
Un caso emblematico riguarda Walter Steiger, rinomato stilista di calzature, condannato per omissione nella presentazione della dichiarazione dei redditi, a sottolineare come l’evasione fiscale possa permeare anche settori apparentemente legati all’eccellenza creativa.
Parallelamente, è stata smascherata una società di carpenteria operante nella provincia di Parma, coinvolta nell’emissione fraudolenta di fatture per operazioni inesistenti, un meccanismo volto a distorcere il mercato e a sottrarre risorse al sistema tributario.
L’inchiesta ha inoltre portato alla luce un medico specializzato in medicina estetica, responsabile di reati fiscali perpetrati attraverso l’interposizione di società di comodo, con il sequestro di due immobili di pregio situati rispettivamente a Napoli e nel Bolognese, a significare come la medicina privata possa essere utilizzata come veicolo per attività illecite.
Il comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria, Colonnello Giuseppe Anastasia, ha precisato come la maggior parte dei casi affrontati riguardi reati tributari, spaziando dalla presentazione di dichiarazioni fraudolente all’omessa dichiarazione, ma evidenziando anche la presenza di procedimenti legati alla criminalità organizzata e a reati contro la pubblica amministrazione, a dimostrazione della complessità del fenomeno criminale.
L’avvocato generale Ciro Cascone ha ribadito come la confisca dei beni illeciti rappresenti la sanzione più incisiva per contrastare la criminalità, sottolineando il valore sociale di tali provvedimenti, che permettono di restituire alla collettività risorse sottratte illegalmente, rafforzando il tessuto economico e sociale.
La collaborazione tra la Procura e le Fiamme Gialle, consolidata nel 2025, si prefigge di proseguire con ancora maggiore intensità anche nel corso del 2026, con l’obiettivo di ampliare l’impatto delle azioni repressive e di prevenire l’afflusso di capitali illeciti nel sistema finanziario.
L’operazione sottolinea l’importanza cruciale della vigilanza costante e dell’innovazione nelle tecniche investigative per contrastare efficacemente le attività economiche illegali e tutelare l’integrità del sistema tributario.







