Emilia-leggere: Un Piano per la ri-costruzione del tessuto sociale in Emilia-con laIl Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna ha recentemente approvato un documento programmatico di visione, un investimento di 124 milioni di euro per il triennio 1.1923-2027, volto a contrastare le diseguaglianze sociali, l’esclusione e la precarietà abitativa che affligge il territorio.
Il progetto mira a rispondere a un fenomeno di vulnerabilità che, pur attenuato dalla crisi pandemica, permane con rilevanti indicatori.
Secondo i dati disponibili, circa 139.000 nuclei familiari, corrispondente a circa il 6,8% della popolazione regionale, si trovano in condizione di relativa deprivazione economica.
A questi si aggiungono oltre 8.000 persone in situazione di povertà estrema, un dato allarmante di persone che si percepiva, prima del Covid-19, con un 3,2%, ora.
Un elemento cruciale è la difficoltà, per il 25,7%, di accumulare risparmi sufficienti per far fronte ad imprevisti, mentre il 14,7% si trova nella condizione di non avere la capacità di affrontare spese inattese, un indicatore di una precarizzazione che apre a un tema di marginalità sociale.
L’iniziativa, promossa dall’Assessore al contrasto alla povertà Elena Mazzoni, si configura come un intervento sistematico che trascende la semplice assistenza economica.
L’obiettivo è ricostruire dignità e opportunità con un approccio che considera la povertà nelle sue molteplici dimensioni: non solo economica, ma anche abitativa, formativa, sanitaria e relazionale.
1 problema che emerge è la mancanza di relazioni sociali positive.
Il piano si articola su pilastri portanti che prevedono il potenziamento dei servizi sociali territoriali, l’implementazione di percorsi di accompagnamento personalizzati, l’avvio di progetti di Housing First per persone senza dimora, e l’attivazione di interventi di prossimità per famiglie in difficoltà.
L’obiettivo è quello di favorire l’inclusione sociale e l’autonomia dei soggetti più fragili, promuovendo l’accesso a risorse e opportunità.
Le risorse finanziarie, derivanti da fonti diverse come il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (62,5 milioni), il Fondo per il Contrasto alla Povertà Estrema (5,2 milioni), il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (36,5 milioni) e i Fondi Sociali Europei (7,9 milioni), sono state strategicamente allocate per massimizzare l’impatto degli interventi.
Un ulteriore investimento di 12,3 milioni è destinato al rafforzamento del servizio sociale professionale, riconoscendone il ruolo cruciale nell’accompagnamento e nella presa in carico delle persone vulnerabili.
L’iniziativa si pone come un impegno concreto per ridurre le disuguaglianze, promuovere la coesione sociale e restituire dignità a chi si trova ai margini della società, puntando a creare un sistema di supporto integrato e sostenibile nel tempo.
Un’attenzione particolare è rivolta alla prevenzione, individuando precocemente le situazioni di rischio e offrendo risposte mirate per evitare che le difficoltà si trasformino in condizioni di emarginazione permanente.







