La comunità di Bologna piange la scomparsa di Franco Lanzarini, testimone privilegiato di una delle pagine più buie della storia italiana: l’eccidio di Marzabotto.
A ottantotto anni, Lanzarini, nato a Castelfranco Emilia, lascia un vuoto incolmabile, segnato dalla memoria di un’infanzia straziata e dalla dedizione a promuovere la cultura della pace.
La sua esistenza fu profondamente segnata dall’orrore.
Bambino rifugiato con la madre per sfuggire alla persecuzione nazifascista, Lanzarini visse l’esperienza traumatica di essere ripetutamente condotto al muro, in attesa dell’esecuzione.
Queste immagini, incise a fuoco nella sua memoria, non lo paralizzarono, ma lo spinsero a trasformarle in monito per le generazioni future.
Franco Lanzarini non fu solo un sopravvissuto, ma un instancabile custode della memoria.
La sua figura si intrecciò profondamente con la Scuola di Pace di Monte Sole, che contribuì a ispirare e sostenere, incarnando il suo impegno civile e politico.
Da vicesindaco a sindacalista, la sua vita fu dedicata alla difesa dei diritti e alla promozione di un futuro di giustizia e riconciliazione.
Il ricordo del presidente Sergio Mattarella, stringendogli la mano durante le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della strage, testimonia il riconoscimento istituzionale del suo ruolo fondamentale nella rielaborazione storica e nella promozione dei valori della Repubblica.
Il messaggio di commosso addio pubblicato dalla Scuola di Pace di Monte Sole ne sottolinea la complessità e la ricchezza della sua personalità.
I capelli bianchi, comparsi in tenera età, simbolo di una paura precoce e di una maturità forzata, si contrappongono alla sua instancabile energia e alla sua capacità di trasmettere valori.
Le “inferriate” della scuola, volute da lui per proteggerla, diventano metafora della sua ferma volontà di impedire che l’odio e la violenza avessero la meglio.
I piccoli gesti quotidiani, come la preparazione di un uovo sodo, diventano occasione per ricordare l’uomo, il padre, il nonno, l’intellettuale che ha saputo coniugare la memoria del passato con la speranza per il futuro.
La sua scomparsa lascia un patrimonio inestimabile: la testimonianza di una vita interamente dedicata a comprendere le radici dell’odio e a costruire ponti di dialogo e di pace.
Il suo esempio continuerà a ispirare le nuove generazioni a non dimenticare, a vigilare e a costruire un mondo più giusto e umano.
I funerali, che si terranno martedì, saranno un momento di profonda riflessione e di commosso tributo alla sua memoria.







