Parma, sequestrata merce contraffatta: scoperta infiltrazione nel mercato settimanale.

L’azione decisa della Guardia di Finanza a Parma ha portato alla luce un’infiltrazione significativa di merce contraffatta nel circuito del mercato settimanale di Piazza della Ghiaia, un fenomeno che erode il tessuto economico e danneggia l’immagine dei brand tutelati.

L’operazione, culminata nel sequestro di quasi 1.900 articoli falsi e nella denuncia di due soggetti, evidenzia la persistenza di attività illegali che prosperano sfruttando la vulnerabilità percepita di contesti commerciali meno strutturati.
L’intervento dei militari, frutto di un’attività di osservazione e controllo mirata, si è concretizzato inizialmente con la scoperta di un venditore che offriva borse recanti il marchio di un celebre produttore di lusso.
Un’analisi più approfondita del bancone, alimentata da sospetti legittimi, ha rivelato un occultamento di 1.035 articoli, un vero e proprio arsenale di imitazioni che includevano orecchini, bracciali, collane, cappellini, zaini, portafogli e foulard.
La varietà della merce sequestrata suggerisce un’organizzazione più complessa, capace di replicare un ampio spettro di prodotti di alta gamma.

Successivamente, un’altra operazione ha portato all’identificazione di un secondo commerciante, sorpreso con circa 150 borse false.

La perquisizione del magazzino situato a Salsomaggiore Terme ha fatto emergere una quantità ancora maggiore di articoli contraffatti: ben 700 pezzi, comprendenti borse, zaini, portafogli, valigie, pelletteria, occhiali da sole e cappellini, tutti presentati con confezioni abilmente riprodotte per ingannare l’acquirente meno attento.
Questo ulteriore sequestro amplifica l’entità del fenomeno, suggerendo una rete di distribuzione ben più ampia e strutturata.
La validità delle contraffazioni è stata confermata da perizie tecniche condotte in collaborazione con esperti legali che rappresentano i marchi coinvolti.
Questa collaborazione sottolinea l’importanza di una sinergia tra forze dell’ordine e titolari dei diritti di proprietà intellettuale per contrastare efficacemente la contraffazione.
I due commercianti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Parma per reati di commercio illegale di prodotti contraffatti e ricettazione, figure giuridiche che prevedono sanzioni significative per chi produce, distribuisce o detiene merce proveniente da attività illecite.

L’azione legale mira non solo a punire i responsabili ma anche a disincentivare future attività di questo tipo, tutelando il mercato legale e i consumatori, spesso ignari di acquistare prodotti di qualità inferiore e potenzialmente dannosi.

L’episodio solleva interrogativi sulla necessità di rafforzare i controlli e l’educazione dei consumatori, in un contesto economico globale sempre più esposto alla diffusione di prodotti contraffatti.

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