Il giorno dell’Epifania, l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna ha ospitato un momento di profonda spiritualità e di condivisione, testimoniando un legame tangibile tra la Chiesa felsinea e la comunità che cura.
L’Arcivescovo, Sua Eccellenza il Cardinale Matteo Zuppi, ha presieduto una solenne celebrazione eucaristica nella storica Chiesa di San Michele in Bosco, un luogo immerso nel verde che ha offerto un’oasi di pace e raccoglimento.
Ad accoglierlo, il Direttore Generale dell’Istituto, Andrea Rossi, e il parroco, Don Danio Mozzi, figure chiave nella gestione e nell’anima della comunità locale.
La celebrazione ha rappresentato non solo un rito religioso, ma un’occasione di riflessione sul significato della cura, della speranza e della resilienza, temi particolarmente rilevanti in un contesto come quello dell’Istituto Rizzoli, dedicato alla riabilitazione e al recupero motorio.
La presenza del Cardinale Zuppi, noto per la sua attenzione ai bisognosi e ai marginalizzati, ha sottolineato l’importanza del ruolo della Chiesa come supporto concreto per chi soffre e cerca conforto.
La mattinata, tuttavia, non si è limitata alla dimensione liturgica.
Un secondo, significativo, appuntamento ha visto il Cardinale Zuppi dedicare del tempo prezioso ai piccoli pazienti ricoverati nei reparti pediatrici.
L’Epifania, con la sua tradizione della Befana, si è trasformata in un momento di gioia e distrazione per i bambini, spesso lontani dalle loro case e privati delle normali attività.
La Befana, con il suo sacco colmo di doni e calze piene di golosità, ha suscitato sorrisi e occhi brillanti, regalando un attimo di spensieratezza.
Questa visita, andata oltre la semplice consegna di regali, ha rappresentato un atto di vicinanza e di conforto, un gesto che ha riconosciuto l’importanza del benessere psicologico e sociale dei pazienti, elementi essenziali per un percorso di guarigione completo.
La presenza del Cardinale Zuppi ha inoltre offerto un messaggio di speranza e di fede, ricordando ai bambini e alle loro famiglie che non sono soli nel loro cammino.
L’iniziativa ha coinvolto anche il personale sanitario dell’Istituto, spesso in prima linea nella cura dei pazienti, offrendo loro un momento di condivisione e di gratitudine per il loro impegno.
La mattina dell’Epifania, all’Istituto Rizzoli, si è dunque configurata come un evento che ha unito fede, cura e speranza, rafforzando il legame tra la Chiesa, l’istituzione medica e la comunità.
Un esempio concreto di come la spiritualità possa essere un elemento di supporto e di conforto nel percorso di guarigione e di riabilitazione.

