La recente decisione di Paola Donati, direttrice del Teatro Due di Parma, incarna un atto di profonda responsabilità istituzionale e di acuta consapevolezza delle dinamiche che investono il mondo dello spettacolo.
La sua scelta di autosospensione dall’incarico, in seguito alle gravi accuse di presunte molestie rivolte a un regista, non può essere interpretata come una confessione di colpa, bensì come un gesto volto a preservare l’integrità del Teatro Due e a tutelare la sua stessa reputazione professionale, in un momento delicatissimo per l’intera comunità artistica parmigiana.
Le parole del sindaco Michele Guerra, dell’assessore comunale Lorenzo Lavagetto e dell’assessora regionale Gessica Allegni riflettono unanime apprezzamento per il percorso di crescita culturale e artistica perseguito sotto la direzione di Donati.
Si riconosce il valore del lavoro svolto, la ricchezza e la qualità delle proposte artistiche che hanno contribuito a consolidare la posizione del Teatro Due come una delle principali istituzioni culturali del territorio.
Parallelamente, si esprime sostegno e fiducia verso il Presidente e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, lodati per la tempestività e la determinazione con cui hanno affrontato la situazione, garantendo stabilità e continuità all’attività del Teatro.
L’autosospensione di Donati si configura, dunque, come una strategia volta a rafforzare la fiducia dei finanziatori e degli stakeholder, creando le condizioni per un’indagine interna trasparente e imparziale.
La decisione, come esplicitato dalla stessa direttrice, mira a separare nettamente la figura dell’imputato dalla gestione del Teatro, salvaguardando l’immagine dell’istituzione e permettendo a Donati stessa di poter tutelare la propria onorabilità attraverso i canali legali previsti.
La nota ufficiale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, redatta in collaborazione con i Soci fondatori (Comune di Parma, Fondazione Monteparma e Società Cooperativa Teatro Stabile di Parma), sottolinea l’assenza di elementi che giustificassero una simile scelta, riconoscendo tuttavia il senso di responsabilità e la lungimiranza dimostrata da Donati.
La decisione di autosospensione è vista come un atto di coraggio e un segnale di coerenza con i valori di integrità e rispetto che devono animare il mondo della cultura.
La vicenda, pur nella sua gravità, offre l’opportunità di riflettere sulle dinamiche di potere, sulle relazioni interpersonali e sui codici di comportamento che regolano l’ambiente teatrale.
Emerge la necessità di promuovere una cultura della responsabilità, del rispetto e dell’inclusione, in cui ogni individuo possa sentirsi libero di esprimere il proprio talento senza timore di discriminazioni o abusi.
Il futuro del Teatro Due dipenderà dalla capacità di affrontare queste sfide con coraggio e trasparenza, costruendo un modello di governance inclusivo e partecipativo, in grado di garantire la sostenibilità e la prosperità dell’istituzione nel lungo termine.
La piena fiducia riposta dal Consiglio di Amministrazione e dai Soci fondatori rappresenta un solido punto di partenza per un percorso di rinnovamento e di crescita culturale.






