Musei Emilia-Romagna: Crescita del 24,3% e sguardo al futuro

Nel 2025, il panorama museale nazionale dell’Emilia-Romagna evidenzia una dinamica di crescita significativa, confermando il ruolo cruciale del patrimonio culturale come motore di sviluppo socio-economico regionale.
I dati comparativi rispetto al 2024 rivelano un incremento generalizzato delle presenze, sottolineando l’efficacia delle strategie messe in atto per valorizzare le collezioni e i siti di interesse storico-artistico.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna, fulcro del sistema museale regionale, segna un’espansione del 6,7%, incrementando il numero di visitatori da 95.792 a 102.269.
Questa performance positiva è attribuibile a una combinazione di fattori, tra cui il rinnovato allestimento delle sezioni dedicate a Guido Reni, ai Carracci e al Manierismo, che ha saputo attrarre un pubblico eterogeneo, sia locale che internazionale, e l’inclusione di iniziative innovative come la mostra “Il giardino delle risonanze”, realizzata in collaborazione con il MAMbo, che ha stimolato l’interesse di un pubblico più giovane e sensibile alle nuove forme di fruizione culturale.

Un andamento positivo si riscontra anche a Palazzo Milzetti – Museo dell’Età Neoclassica, che registra una crescita modesta ma costante (+3,39%), a testimonianza dell’interesse crescente verso un periodo storico e artistico di particolare importanza per la regione.
L’Abbazia di Pomposa e il Museo Pomposiano consolidano la loro posizione come seconda struttura più visitata dell’Istituto, con un aumento del 4,5%, in vista del significativo Millenario dell’Abbazia previsto per il 2026, un evento che promette di incrementare ulteriormente il flusso di visitatori.
Il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria e il Parco Archeologico di Kainua registrano un incremento più marcato, con un aumento dei visitatori pari al 10,3%, dimostrando l’importanza della riscoperta e della valorizzazione del patrimonio etrusco per l’offerta turistica regionale.

La Fortezza di San Leo, in collaborazione con il Comune di San Leo, emerge come una delle principali attrazioni culturali del territorio, con un incremento del 24,3% che ne conferma il ruolo di polo di attrazione turistica di primo piano.

Questa crescita, ottenuta anche in assenza di grandi mostre internazionali, sottolinea l’efficacia di un approccio museale orientato alla valorizzazione delle collezioni esistenti, all’innovazione nella comunicazione e all’integrazione con il territorio.
Come sottolinea Costantino D’Orazio, direttore ad interim dei Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, l’incremento delle presenze riflette un impegno costante verso la creazione di esperienze culturali significative e accessibili, capaci di intercettare un pubblico diversificato e di promuovere la conoscenza e l’apprezzamento del patrimonio artistico e storico della regione.

Il successo di questi progetti sottolinea l’importanza di una rete collaborativa tra istituzioni culturali, enti locali e operatori turistici, al fine di massimizzare l’impatto economico e sociale del patrimonio culturale regionale.

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