L’ottavo tour cinese del Piccolo Coro dell’Antoniano, conclusosi tra il 2025 e il 2026, si è rivelato un trionfo di consensi e un’esperienza profondamente significativa, consolidando un legame culturale e umano che dura ormai da un decennio.
Un successo tangibile si misura in oltre diecimila spettatori entusiasti che hanno riempito le prestigiose sale del Shanghai Culture Square e del Jiangsu Center for the Performing Arts di Nanchino, e in una comunità virtuale online, i follower sui social media cinesi, che ha superato l’impressionante cifra di un milione di persone.
Questa avventura, iniziata nel 2015, non è solo una serie di concerti sold-out, ma un vero e proprio ponte tra due culture, un dialogo attraverso la musica e l’innocenza dei bambini.
L’esordio nel 2016, con tappe al rinomato Tian Qiao Performing Art Center di Pechino, ha segnato l’inizio di un percorso che ha visto la creazione di un legame profondo con il pubblico cinese, desideroso di ritrovare la gioia e la spensieratezza racchiuse nelle melodie dello Zecchino d’Oro.
Padre Giampaolo Cavalli, direttore dell’Antoniano, descrive un’esperienza ricca di emozioni e di scambi preziosi.
L’accoglienza calorosa e premurosa dei cinesi, dal primo momento dell’arrivo in aeroporto fino al commiato, ha creato un’atmosfera di festa e di reciproca ammirazione.
L’entusiasmo del pubblico cinese, che spesso partecipa attivamente cantando le canzoni in cinese, amplifica il significato emotivo di ogni esibizione.
Il coro, guidato con maestria da Margherita Gamberini, ha arricchito alcuni brani con la partecipazione del Piccolo Coro di Shanghai, creando un’armonia unica e suggestiva, un vero e proprio coro ibrido che celebra la collaborazione e l’amicizia.
Il significato più profondo di questo tour risiede però nella capacità dei bambini di ispirare speranza e di evocare un futuro condiviso, libero da conflitti e disuguaglianze.
Le canzoni dello Zecchino d’Oro, dai classici intramontabili come “Il valzer del moscerino” e “Le tagliatelle di nonna Pina”, ai brani più recenti e commoventi come “Per un pezzetto di terra” e “Ci pensa il vento”, hanno creato un viaggio emozionale attraverso le esperienze dell’infanzia, alternando momenti di allegria a riflessioni più profonde.
Un elemento distintivo del tour è stata l’esecuzione di due duetti, interpretati in perfetta sintonia con il Piccolo Coro Hydrangea di Shanghai, un gesto simbolico di unione e di scambio culturale che ha commosso il pubblico e rafforzato il legame tra le due comunità corali.
Questo progetto, che coinvolge 42 bambini e un team dedicato, testimonia l’importanza dell’arte come veicolo di comprensione e di pace in un mondo sempre più interconnesso.







