Polittico Griffoni: Ritorna alla luce un capolavoro rinascimentale.

Il Polittico Griffoni, un monumento del Rinascimento ferrarese e bolognese, risplende oggi con rinnovata magnificenza nella Basilica di San Petronio.

Questa opera, nata dalla collaborazione tra Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti tra il 1470 e il 1473, rappresenta un punto focale nella comprensione dell’arte del XV secolo e delle dinamiche artistiche tra le due città emiliane.
La recente ricostruzione, un intervento complesso realizzato da Quadricroma grazie al sostegno di Operosa e sotto la direzione artistica di Mediamorphosis, restituisce alla comunità bolognese un bene culturale di inestimabile valore storico e artistico.
Originariamente commissionato per l’altare della famiglia Griffoni nella cappella dedicata a San Vincenzo Ferrer, il polittico custodì per secoli la sua collocazione originaria.
Il passaggio del patronato al cardinale Pompeo Aldrovandi, tuttavia, segnò l’inizio di un percorso travagliato.

La dismissione dell’opera, con la trasformazione delle tavole in arredi domestici, disperse i suoi elementi in nove musei internazionali, interrompendo per secoli la sua visione come entità unitaria.

Questo dispersione non solo privò Bologna di un’opera cruciale per la sua identità artistica, ma rese più complessa la sua ricostruzione storica.
Il processo di ricostruzione critica, iniziato a cavallo tra il XIX e il XX secolo, si è avvalso dell’acume di figure quali Gustavo Frizzoni e Roberto Longhi, pionieri della storia dell’arte italiana.
Il contributo decisivo, tuttavia, è arrivato con la riscoperta di uno schizzo settecentesco attribuito a Stefane Orlandi, un documento fondamentale che ha permesso di ricostruire l’assetto originario del polittico.

L’intervento odierno non è quindi una mera operazione di restauro, ma una ricostruzione basata su una solida ricerca storica e critica, capace di restituire la complessità strutturale e iconografica dell’opera.
La peculiarità del Polittico Griffoni risiede nell’innovativo approccio alla rappresentazione spaziale.
Il registro principale si distingue per un paesaggio unitario, che estende la narrazione visiva al di là dei singoli riquadri.
Le figure, concepite quasi come statue classiche collocate all’interno di un porticato illusionistico, rivelano l’influenza dell’Umanesimo e la ricerca di un equilibrio formale.

Il registro superiore, con i santi Floriano e Lucia su fondo oro, aggiunge un elemento di trascendenza e spiritualità, creando un contrasto cromatico e iconografico che arricchisce l’esperienza visiva.

La precedente ricomposizione del polittico in occasione di una mostra ha permesso di acquisire immagini di alta definizione, essenziali per la documentazione e la divulgazione dell’opera.
L’iniziativa attuale si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio basilicale, volto a migliorare l’esperienza di visita e a rendere fruibile il racconto di ogni cappella e delle sue opere, in un’ottica di accessibilità e coinvolgimento del pubblico.
La ricostruzione del Polittico Griffoni è dunque un atto di memoria, un omaggio al genio artistico rinascimentale e un impegno per il futuro della cultura bolognese.

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