A Bologna, un’icona della controcultura e della comunicazione alternativa compie mezzo secolo di vita: Radio Città Fujiko.
Per celebrare questo traguardo epocale, l’emittente storica lancia “Come alla radio”, un’ambiziosa graphic novel che si propone di essere più di un semplice racconto di eventi: un affresco vivido e suggestivo di un’epoca, un archivio sonoro trasformato in immagini, una testimonianza del ruolo cruciale che una radio indipendente può giocare nella tessitura del tessuto sociale.
“Come alla radio” non narra solo le pietre miliari della radio, ma ne ricostruisce l’ecosistema culturale: le voci che hanno animato le frequenze, i movimenti che hanno trovato in essa un megafono, le musiche che hanno segnato un’intera generazione.
È un viaggio attraverso la Bologna degli anni ’70, ’80, ’90 e oltre, un’immersione nelle trasformazioni sociali, politiche e artistiche che hanno plasmato la città e l’emittente stessa.
Il progetto si configura come un ponte tra passato e futuro, un invito ai giovani a riscoprire il valore inestimabile della radio indipendente come spazio di libera espressione, di informazione alternativa e di aggregazione comunitaria.
In un’era dominata da algoritmi e piattaforme globali, “Come alla radio” vuole riaffermare l’importanza di un’antenna locale capace di ascoltare, interpretare e raccontare la realtà che la circonda.
La graphic novel nasce da un’esperienza collaborativa con giovani illustratori e illustratori, un laboratorio creativo che ha visto la contaminazione di linguaggi e competenze, dando vita a un’opera visivamente ricca e narrativamente coinvolgente.
Il finanziamento di questo progetto, realizzato tramite una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso, rappresenta un investimento diretto nella sostenibilità e nell’evoluzione di Radio Città Fujiko.
I fondi raccolti non si limitano alla realizzazione della graphic novel, ma alimentano un’ambiziosa visione di ampliamento: l’estensione della copertura radiofonica attraverso la tecnologia DAB (Digital Audio Broadcasting) su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna.
Questa estensione significa rendere accessibili a un pubblico più vasto contenuti informativi, culturali e di servizio pubblico, garantendo la sopravvivenza di un modello di comunicazione libero, plurale e partecipativo.
È un atto di resistenza culturale, un investimento nel futuro della comunità.








