Zvanì: Il dolore e la poesia di Giovanni Pascoli

Il 1912 si tinge di lutto.

Un treno, simbolo di un’intera nazione in preghiera, si snoda dalle stazioni di Bologna verso le terre romagnole, destinazione le esequie di Giovanni Pascoli.

Un viaggio corale, animato da una folla eterogenea: studenti rapiti dalla sua poesia, figure di spicco del panorama politico e culturale, e i suoi familiari più stretti, tra cui la sorella Maria, affettuosamente soprannominata Mariù (interpretata da Benedetta Porcaroli).
Questo tragitto funebre, più che un semplice corteo, incarna il profondo cordoglio che pervade il Paese, un omaggio sentito a un poeta che ha saputo incarnare le ansie, le speranze e le sofferenze di un’Italia in transizione.
Da questa immagine potente e commovente prende avvio *Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli*, la nuova produzione Rai Fiction e MeMo Films, firmata da Sandro Petraglia, con la preziosa collaborazione di Lorenzo Bagnatori ed Eleonora Bordi.
Il film, dopo un’anteprima veneziana durante la giornata degli autori, debutterà su Rai 1 il 13 gennaio, offrendo al pubblico una prospettiva inedita e profondamente umana sulla figura di Giovanni Pascoli.
Il cast, un mosaico di talenti interpretati da Liliana Bottone (Ida, un’altra sorella del poeta), Luca Maria Vannuccini, con la partecipazione straordinaria di Riccardo Scamarcio e Margherita Buy, contribuisce a creare un affresco vivido e suggestivo.
Giuseppe Piccioni, il regista, sottolinea l’intento di svelare un Pascoli meno convenzionale, diverso dall’immagine scolastica a cui siamo abituati.
Il film non si limita a ripercorrere la cronologia degli eventi, ma si addentra nelle esperienze giovanili che hanno plasmato la sua sensibilità e il suo genio poetico.

“Pascoli era un uomo profondamente segnato da eventi traumatici, ma anche un intellettuale disciplinato dalla necessità di comprendere il mondo che lo circondava,” spiega Piccioni.
Questa chiave interpretativa rende la sua figura sorprendentemente attuale, capace di ispirare le nuove generazioni.

La narrazione si articola attraverso i ricordi di Mariù, che fungono da filo conduttore per ricostruire la vita del poeta: l’indicibile trauma dell’assassinio paterno, le difficoltà economiche della sua infanzia, l’impegno civile e politico, e le complesse dinamiche del rapporto con Giosuè Carducci.
Sandro Petraglia, lo sceneggiatore, rivela l’origine dell’idea: “La partecipazione popolare alle esequie di Pascoli è stata la scintilla iniziale.

Abbiamo approfondito ricerche, analizzato articoli e testimonianze per ricreare un’atmosfera che unisse realismo e suggestione, evitando la mera biografia.

” Il film, così concepito, evoca i fantasmi del passato, proiettando l’immagine di un bambino Pascoli, in viaggio verso la sua terra natale, un’eco commovente di un destino segnato dal dolore e dalla poesia.

Il risultato è un ritratto sfaccettato, che invita a riscoprire un poeta al di là degli stereotipi, un uomo profondamente umano e straordinariamente contemporaneo.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap