La Lega Antivivisezionista Italiana (Leal) intensifica la sua battaglia per la liberazione dei sei macachi rinchiusi presso l’Università di Parma e per una radicale revisione della legislazione italiana in materia di sperimentazione animale.
L’associazione ha lanciato una campagna nazionale, supportata da una petizione online (www.leal.it/petizioni), che mira a superare un modello scientifico intrinsecamente problematico e a promuovere un approccio basato su metodologie innovative, eticamente sostenibili e realmente efficaci per il progresso della salute umana.
Il fulcro della protesta attuale riguarda l’esperimento “Light-up”, che detiene come soggetti Alan e Larry, due macachi che, da anni, sopportano condizioni di profonda sofferenza e privazione di libertà.
Il protocollo, nonostante due precedenti sospensioni dovute all’evidente crudeltà delle procedure, è stato prorogato per ulteriori tre anni, una decisione che Leal definisce inaccettabile e contraria ai principi fondamentali del benessere animale e del progresso scientifico responsabile.
Al termine di questo esperimento, gli animali verrebbero inevitabilmente soppressi, ponendo fine a una storia di abusi che la comunità scientifica internazionale non può più giustificare.
Gian Marco Prampolini, presidente di Leal, denuncia l’esperienza traumatica vissuta da Alan e Larry: “Oltre alla prigionia, all’addestramento coercitivo attraverso sistemi di contenimento e alle manipolazioni invasive, questi animali sono stati sottoposti a procedure chirurgiche altamente invasive, inclusi impianti cranici.
Questa pratica è non solo crudele e obsoleta, ma anche eticamente insostenibile e priva di valore concreto per la salute umana.
” La Lega Antivivisezionista sottolinea come la sperimentazione animale, in questo contesto specifico, rappresenti un vicolo cieco scientifico, un ostacolo al progresso verso soluzioni terapeutiche innovative e personalizzate.
L’associazione sarà presente sia a Parma, partecipando al corteo organizzato da Meta Parma, Salviamo Alan e Larry e che partirà da Piazza della Pace, sia a Roma, a Piazzale Flaminio, per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere firme a sostegno della petizione.
L’obiettivo è quello di creare un movimento di consapevolezza che spinga il legislatore a introdurre misure concrete per l’abolizione dell’obbligo di sperimentazione animale e per la promozione di alternative valide e rispettose della vita.
Leal non chiede semplicemente la liberazione immediata di Alan, Larry e degli altri macachi di Parma.
La richiesta è parte di un quadro più ampio che include la riconversione degli impianti di ricerca in centri dedicati allo sviluppo di metodi non invasivi e alla formazione di ricercatori sensibili al benessere animale.
Si auspica che questi macachi possano trovare rifugio in santuari specializzati, dove possano vivere in sicurezza e dignità, ricevendo cure adeguate e un ambiente stimolante.
La liberazione dei macachi è quindi vista come un simbolo della necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui la scienza affronta la ricerca biomedica, spostando il focus dalla sofferenza animale alla collaborazione con modelli in vitro, simulazioni computerizzate e studi clinici mirati.
La vera cura per l’umanità, secondo Leal, non può essere costruita sulla base del dolore e della privazione della libertà di altri esseri senzienti.

