sabato 30 Agosto 2025
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Scandiano: Un modello per l’energia pulita e la tutela del territorio

Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, si pone all’avanguardia in un approccio innovativo alla transizione energetica, definendo una strategia articolata per la gestione degli impianti fotovoltaici a terra e agrivoltaici, con l’obiettivo di conciliare sviluppo sostenibile, tutela del paesaggio e interessi comunali.
La recente delibera approvata dall’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Nasciuti rappresenta una risposta pragmatica a una problematica complessa, quella della proliferazione di impianti fotovoltaici spesso privi di una reale vocazione agrivoltaica e guidati da logiche speculative.
La decisione, pur riconoscendo la natura di opere di pubblica utilità attribuita a tali impianti a livello nazionale – il che limita significativamente l’autonomia decisionale dei Comuni – introduce un meccanismo di compensazione volto a mitigare i rischi associati a progetti potenzialmente incompatibili con la salvaguardia del territorio e la valorizzazione delle risorse agricole.

La misura prevede una compartecipazione al ricavato, fissata al 3% per gli impianti collocati in aree agricole e ridotta al 2,5% per quelli realizzati su aree degradate, incentivando così attivamente interventi di riqualificazione ambientale a carico del soggetto proponente.
Questo approccio non si configura come un ostacolo alla transizione verso fonti rinnovabili, bensì come un’occasione per indirizzare gli investimenti verso soluzioni realmente sostenibili.

Il sindaco Nasciuti sottolinea con chiarezza che l’amministrazione non intende negare l’installazione di impianti fotovoltaici, ma piuttosto imporre un contrappeso che traduca il vantaggio economico derivante dalla produzione di energia in benefici tangibili per la comunità.

La compensazione finanziaria non sarà assorbita dall’erario comunale, bensì reinvestita in progetti strategici di interesse pubblico.

L’elenco degli interventi ammissibili è ampio e riflette una visione olistica dello sviluppo sostenibile: miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici comunali, installazione di impianti di energia rinnovabile su edifici pubblici, rimozione dell’amianto, creazione di nuove aree verdi, iniziative volte a promuovere la biodiversità locale e investimenti in infrastrutture per la mobilità sostenibile.

La delibera di Scandiano si propone quindi come un esempio di come i Comuni possano esercitare un ruolo attivo nella gestione della transizione energetica, bilanciando l’imperativo della produzione di energia pulita con la necessità di preservare il patrimonio ambientale e paesaggistico, e garantendo che i benefici economici derivanti dagli investimenti in energie rinnovabili siano equamente distribuiti a vantaggio dell’intera comunità.
L’amministrazione ribadisce l’importanza di un agrivoltaico “vero”, che non sia mera etichetta di facciata, ma che permetta una reale coesistenza tra produzione energetica e attività agricola, promuovendo così un modello di sviluppo integrato e resiliente.

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