Il drammatico caso di Claudio Gulisano, imputato per l’omicidio dei genitori Luigi Gulisano e Marisa Dessì, ha assunto una nuova fase con la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Cagliari, guidata da Rossana Allieri.
L’udienza preliminare, fissata per il 19 dicembre, vedrà il 44enne, assistito dall’avvocato Luigi Sanna, confrontarsi con l’accusa di duplice omicidio aggravato, un reato che affonda le sue radici in un complesso intreccio di dinamiche familiari, difficoltà economiche e presunte manipolazioni informatiche.
La ricostruzione degli eventi, delineata dalla Procura, colloca la tragica data del 4 dicembre dello scorso anno nel contesto dell’appartamento dei genitori, situato in via Ghibli, nel quartiere del Sole di Cagliari.
Inizialmente si era ipotizzato un avvelenamento, ma l’incidente probatorio, supervisionato dalla giudice Ermengarda Ferrarese, ha fornito un quadro più preciso: i coniugi Dessì-Gulisano sarebbero stati vittime di un’aggressione brutale, culminata con la soffocazione della donna e lo strangolamento dell’uomo.
La perizia medico-legale ha escluso cause esterne alla violenza fisica, rafforzando l’ipotesi di un atto volontario e premeditato.
Al cuore del caso si cela un presunto movente economico.
Claudio Gulisano, secondo l’accusa, avrebbe agito con l’intento di ereditare proprietà di significativo valore, possedute dai genitori.
Le difficoltà finanziarie dell’uomo, esacerbate dal fallimento di un supermercato precedentemente donatogli dal padre, emergono come elementi chiave che avrebbero contribuito a creare un clima di tensione e, potenzialmente, a spingere il figlio a compiere l’irreparabile.
La Procura ha raccolto un ventaglio di prove apparentemente incriminanti.
Oltre al testimonianze, un video lo colloca in una località incongrua rispetto al suo alibi fornito, sollevando seri dubbi sulla veridicità delle sue dichiarazioni.
Di particolare rilievo risultano le informazioni contenute nei dispositivi mobili dei genitori e, soprattutto, nello smartphone dell’imputato, che potrebbero svelare dettagli cruciali sull’organizzazione del piano criminoso e sulle sue motivazioni.
L’aspetto della frode informatica, con il presunto prelievo di circa ventimila euro dai conti correnti dei genitori attraverso la piattaforma di home banking, aggiunge una dimensione di complessità al quadro investigativo, suggerendo una manipolazione premeditata volta a sottrarre risorse finanziarie ai coniugi e a mascherare ulteriormente le intenzioni dell’imputato.
Davide Gulisano, l’altro figlio della coppia, è stato riconosciuto parte civile e si avvale dell’assistenza legale dell’avvocato Gianluca Aste, esprimendo il suo dolore e la sua volontà di partecipare attivamente all’accertamento della verità e alla ricerca di giustizia per i genitori scomparsi.
Il processo si preannuncia complesso e ricco di implicazioni, destinato a fare luce su una vicenda dolorosa che ha scosso profondamente la comunità cagliaritana.






