L’Università di Cagliari assume un ruolo centrale nella lotta contro il bullismo e il cyberbullismo, inaugurando il Centro di Ricerca Interuniversitario “BullyBuster”.
Questo importante polo di ricerca e intervento rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle iniziative precedenti, affondando le sue radici in un progetto avviato nel 2019 e ora consacrato con la creazione di una struttura permanente.
La cerimonia inaugurale, tenutasi nell’aula magna del Rettorato, ha segnato il culmine di anni di ricerca, sviluppo e implementazione di soluzioni innovative per affrontare un fenomeno che continua a erodere il benessere psicologico di studenti e adolescenti.
Il direttore del BullyBuster, Gian Luca Marcialis, ha tracciato un percorso dettagliato dell’evoluzione del progetto, evidenziando la solida base scientifica che lo supporta.
Le 44 pubblicazioni scientifiche a esso correlate testimoniano non solo la rigorosità metodologica adottata, ma anche il contributo significativo offerto alla comprensione delle dinamiche del bullismo e del cyberbullismo.
Al di là della ricerca teorica, il progetto ha generato strumenti concreti e operativi, destinati a supportare scuole, famiglie e forze dell’ordine.
Tra queste soluzioni all’avanguardia figurano sofisticati sistemi per la rilevazione di deepfake, che rappresentano una crescente minaccia nel panorama del cyberbullismo, e applicazioni di biometria comportamentale, capaci di identificare segnali di disagio e comportamenti a rischio.
L’attenzione si concentra sull’adozione di tecnologie emergenti per contrastare le nuove forme di aggressione online, riconoscendo che il cyberbullismo evolve costantemente, richiedendo risposte agili e innovative.
La giornata inaugurale è stata arricchita dagli interventi di figure chiave provenienti da diversi ambiti istituzionali e sociali.
Il prorettore vicario Gianni Fenu ha sottolineato l’impegno dell’Università di Cagliari nel promuovere un ambiente educativo sicuro e inclusivo.
Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha evidenziato l’importanza di un approccio sinergico tra istituzioni per affrontare un problema che trascende i confini scolastici.
La Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu ha rimarcato l’urgenza di tutelare i diritti dei minori, garantendo loro un ambiente protettivo e supportivo.
La presenza di Davide D’Amico per il Ministero dell’Istruzione e del Merito, insieme ad Andreana Ghisu e Giampaolo Farci per l’Usr, testimonia l’interesse e il sostegno del mondo scolastico a questa iniziativa.
La partecipazione di rappresentanti della Polizia Postale e della magistratura sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare, che coinvolga anche le forze dell’ordine e il sistema giudiziario.
Particolarmente significativa è stata la presenza di Elena Ferrara, promotrice della legge sul cyberbullismo, che ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del fenomeno e sulla necessità di intervenire in modo efficace.
Un momento centrale dell’evento è stata la sessione dimostrativa, durante la quale gli studenti hanno avuto l’opportunità di sperimentare in prima persona le piattaforme e gli strumenti sviluppati dal BullyBuster.
Questa esperienza pratica ha permesso di comprendere meglio il funzionamento delle tecnologie e di acquisire competenze utili per riconoscere e prevenire comportamenti a rischio.
L’obiettivo è quello di formare una generazione di studenti consapevoli, capaci di agire come sentinelle contro il bullismo e il cyberbullismo, promuovendo una cultura del rispetto e dell’inclusione.
Il BullyBuster non si pone solo come centro di ricerca, ma anche come piattaforma di formazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di creare una rete di supporto e collaborazione tra scuole, famiglie e istituzioni.







