Criminalità nel Sulcis: Smascherata Rete Organizzata e Arrestati

Un’articolata operazione dei Carabinieri di Carbonia ha fatto luce su una strutturata rete criminale operante nel Sud Sardegna, svelando un modus operandi aggressivo e mirato a colpire attività commerciali e patrimonio pubblico.

L’inchiesta, frutto di un’approfondita attività investigativa, ha portato all’arresto di cinque individui e alla misura dei domiciliari per un sesto, con ulteriori denunce in corso d’azione a carico di presunti fiancheggiatori e ricettatori.

Il gruppo, presumibilmente ramificato e gerarchizzato, è accusato di associazione a delinquere finalizzata a una serie di reati gravi, tra cui furti con scasso, ricettazione e distruzione di veicoli.
Le indagini hanno ricostruito una sequenza di azioni criminali iniziate nel 2023, caratterizzate da una notevole audacia e una pianificazione che suggerisce una leadership consolidata.

L’organizzazione criminale ha preso di mira, in particolare, supermercati e negozi della zona di Carbonia e aree limitrofe, perpetrando furti con effrazione e danneggiamento.
L’impiego di autovetture rubate, utilizzate per agevolare le azioni e successivamente incendiate per eludere le indagini, rivela un’attenzione alla pianificazione e una conoscenza delle tecniche investigative.
La diversificazione dei colpi, estendendosi a diverse aree di servizio del basso Sulcis e culminando nel furto di un’auto di servizio della Polizia Penitenziaria a Cagliari, suggerisce una capacità di adattamento e un’ambizione che va oltre il mero profitto immediato.
Un elemento cruciale nell’identificazione dei responsabili è emerso dall’analisi delle riprese video, sebbene molte telecamere siano state deliberatamente danneggiate durante i furti, testimoniando la premeditazione e la consapevolezza del rischio di essere identificati.
L’ipotesi investigativa, supportata da elementi concreti, individua figure di riferimento all’interno della comunità Rom residente nel campo nomadi di Caput d’Acquas a Carbonia, presumibilmente al vertice della struttura criminale e sostenute da un gruppo di pregiudicati locali.

Questa connessione suggerisce una complessa rete di relazioni sociali e una potenziale radicamento del fenomeno criminale nel tessuto territoriale, alimentando riflessioni sull’importanza di interventi mirati a contrastare non solo le attività illegali, ma anche le cause profonde che ne favoriscono la proliferazione.

L’operazione dei Carabinieri rappresenta un passo significativo nella lotta alla criminalità organizzata nel Sulcis Iglesiente, ma sottolinea anche la necessità di un impegno continuo e coordinato tra forze dell’ordine, istituzioni locali e servizi sociali per prevenire il ripetersi di simili episodi e garantire la sicurezza della comunità.

I complessivi trentasei capi d’accusa contestati agli indagati, che spaziano dalla violazione di domicilio al furto di beni pubblici, testimoniano la gravità dei reati commessi e la complessità dell’organizzazione criminale smantellata.

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