L’emergenza della Dermatite Nodulare Contagiosa (DNC) in Sardegna non si limita alla recente ordinanza che vieta gli abbattimenti.
Un’ulteriore azione, corroborata da una sentenza del Consiglio di Stato, sottolinea la complessità della situazione e l’approccio multifattoriale necessario per contenere la malattia.
La decisione, che conferma la soppressione di un nucleo di circa 500 bovini in un’azienda agricola del Sassarese, rivela come le misure di controllo siano estese e mirate a eradicare i focolai anche laddove la situazione epidemiologica richieda interventi drastici.
La vicenda, già contrastata inizialmente dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, che aveva respinto un ricorso per la sospensione degli abbattimenti, trova ora un ulteriore appiglio nella decisione del Consiglio di Stato, sancendo la validità delle azioni intraprese dalle autorità sanitarie.
Questa conferma amministrativa evidenzia la gravità percepita della DNC e la necessità di adottare misure decisive, sebbene dolorose per gli allevatori coinvolti.
La DNC, trasmessa principalmente da zanzare e altri insetti vettori, rappresenta una seria minaccia per l’allevamento bovino non solo in Sardegna, ma a livello globale.
La sua diffusione, associata a sintomi come noduli cutanei, febbre e riduzione della produzione di latte, può causare ingenti perdite economiche e compromettere la sicurezza alimentare.
La risposta, pertanto, deve essere articolata su più livelli: tracciabilità degli animali, monitoraggio costante degli allevamenti, controlli veterinari accurati e, laddove necessario, l’abbattimento selettivo per impedire la propagazione del virus.
L’azione del Consiglio di Stato non è solo una conferma della legittimità degli abbattimenti, ma funge da monito sull’importanza di un quadro legislativo chiaro e di una rigorosa applicazione delle normative sanitarie in caso di emergenze epizootiche.
La vicenda pone, inoltre, interrogativi cruciali sulla necessità di investire in ricerca e sviluppo di vaccini e metodi di controllo vettoriale, al fine di mitigare l’impatto di future epidemie e ridurre la dipendenza da misure drastiche come l’abbattimento di capi di bestiame.
La sfida, ora, è trovare un equilibrio tra la tutela della salute pubblica, la salvaguardia del patrimonio zootecnico sardo e il sostegno alle comunità agricole coinvolte.