La sanità pubblica veterinaria della Asl di Sassari sta affrontando una sfida complessa e di ampia portata, impegnata in un intervento d’emergenza volto a contenere e eradicare due patologie insidiose che minacciano il comparto zootecnico sardo: la dermatite nodulare bovina e la febbre del Blue Tongue.
L’azione congiunta, frutto di una sinergia inedita tra istituzioni, veterinari e allevatori, mira a salvaguardare il patrimonio zootecnico e la sostenibilità economica di un settore cruciale per l’economia locale.
La dermatite nodulare, una malattia infettiva batterica ad alto impatto economico, ha colpito duramente il Nord-Ovest Sardegna, con la presenza di numerosi focolai.
Per contrastare questa emergenza, la Asl ha mobilitato un centinaio di veterinari, un mix di personale dipendente e professionisti convenzionati, coordinati dall’Ordine Provinciale dei Veterinari.
Ad oggi, oltre la metà delle aziende interessate (circa 1.000 su 1.923) e una quota significativa del bestiame (circa 30.000 capi su 52.000 censiti) ha ricevuto la profilassi vaccinale, un dato che testimonia l’impegno profuso e l’adesione degli operatori del settore.
Inizialmente segnati da qualche perplessità, gli allevatori hanno dimostrato una crescente fiducia nei servizi veterinari e un forte senso di responsabilità collettiva, riconoscendo l’importanza cruciale della vaccinazione per la tutela del proprio allevamento e dell’intera filiera.
Parallelamente, il servizio veterinario della Asl è attivo da un anno nella gestione dell’epidemia di febbre del Blue Tongue, causata da sierotipi virali che si trasmettono tramite insetti vettori.
L’episodio del 2023, con l’insorgenza di oltre 1100 focolai, ha evidenziato la necessità di un intervento preventivo e strutturale.
La tempestiva disponibilità dei vaccini, a partire dall’inizio di aprile 2024, ha permesso di avviare una massiccia campagna di vaccinazione ovina, integrata da un’intensa attività di educazione sanitaria focalizzata sul controllo degli insetti vettori.
Fino ad oggi, sono state somministrate circa un milione di dosi vaccinali, con priorità alle aree ad alto rischio individuate dalla Regione, proteggendo oltre mille aziende.
Giuseppe Bitti, responsabile del piano di vaccinazione, sottolinea che la campagna è ancora in corso e invita gli allevatori ancora non vaccinati a rivolgersi agli uffici veterinari territoriali.
L’impegno straordinario della Asl di Sassari non si limita alla mera erogazione di servizi vaccinali, ma si traduce in un supporto concreto agli allevatori, riconoscendo la fragilità della loro attività e la necessità di garantire la continuità produttiva.
Questa azione congiunta, che coinvolge veterinari, allevatori e istituzioni, rappresenta un modello di resilienza e di collaborazione per affrontare le sfide sanitarie che minacciano il patrimonio zootecnico sardo, rafforzando al contempo la fiducia dei cittadini nei servizi pubblici e promuovendo la sostenibilità del settore agricolo.