Davanti all’imponente facciata dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, si è levato un’eco di commozione e speranza, un tributo vibrante alla memoria di Annalisa Sanna, donna coraggiosa che ha affrontato la malattia oncologica con dignità e resilienza dal 2017, perdendo la sua battaglia nel giugno del 2025.
La sorella, Roberta Sanna, ha inteso perpetuare un rito carico di significato, un atto d’amore che trascende il semplice gesto di donare, trasformandosi in un faro di luce per chi lotta contro la sofferenza.
L’iniziativa, nata dal desiderio altruistico di Annalisa, si concretizza fin dal 2022 con un corteo simbolico: la figura di Annalisa, in sella alla sua fedele Macrusa, giungeva all’ospedale portando con sé la gioia di piccoli doni, panettoni artigianali, e l’effimera magia di Babbo Natale e degli elfi, rappresentati con passione dall’Associazione Ippica Il Monello, un’associazione che Annalisa sosteneva con fervore e partecipazione attiva.
Questo appuntamento era divenuto un punto di riferimento, un’oasi di serenità in un percorso spesso segnato da dolore e incertezza.
Anche quest’anno, Roberta ha raccolto l’eredità della sorella, onorandola con un gesto altrettanto sentito, salendo a cavallo di Macrusa, affiancata dall’equipe dell’associazione ippica, trasformati in dispensatori di gioia natalizia.
A ricevere il corteo, un cordoglio di figure chiave dell’Azienda Ospedaliero Universitaria: Mario Palermo, commissario straordinario, Alessio Cogoni, direttore di Oncologia Medica, il personale sanitario del Day Hospital Oncologico, e i volontari dell’associazione Mariangela Pinna Odv, pilastri di supporto per i pazienti oncologici.
“Annalisa è stata un esempio tangibile di forza interiore, un monito che la speranza può germogliare anche nelle circostanze più avverse,” ha dichiarato Roberta Sanna, la voce rotta dall’emozione.
“Per la mia famiglia, e per tutti coloro che hanno conosciuto Annalisa, questo gesto è un modo per trasmettere un augurio sincero a chi, come lei, si trova ad affrontare una sfida così ardua.
Salire a cavallo è il regalo che le avremmo voluto fare, e a tutte le ‘Annalisa’ che risiedono nel cuore di tante persone.
” La ripetizione di questo rito non è solo un ricordo, ma un messaggio potente: la capacità di lottare può essere alimentata anche attraverso un atto d’amore.
Per la terza volta consecutiva, questa tradizione si rinnova, testimoniando l’impegno della famiglia a perpetuare un gesto di cura, vicinanza e profonda umanità.
“Iniziative di questo genere ci ricordano il valore intrinseco dei piccoli gesti, capaci di avere un impatto enorme sulla vita dei nostri pazienti, soprattutto in un percorso delicato come quello oncologico,” ha osservato Alessio Cogoni, direttore dell’Oncologia medica, sottolineando come la cura vada oltre l’assistenza medica convenzionale.
L’iniziativa trascende la mera assistenza sanitaria, incarnando la vera essenza della cura: un’attenzione olistica che abbraccia la persona nel suo complesso, le sue emozioni, il suo bisogno di sentirsi accolti e compreso.
Mario Palermo, commissario straordinario dell’Aou di Sassari, ha espresso la sua gratitudine alla famiglia, alle associazioni coinvolte e al personale sanitario, riconoscendo la solidarietà e la memoria come risorse preziose per la comunità ospedaliera.
L’atto di trasformare il ricordo in un gesto concreto è una testimonianza tangibile dell’impegno verso un percorso di guarigione che abbraccia l’anima.

