Il cuore pulsante di un quartiere storico cagliaritano si è spento.
Marina Cafè Noir, festival letterario e culturale che per ventitré anni ha tessuto una fitta rete di storie e incontri, è costretto a lasciare la città che lo ha visto nascere e crescere.
L’annuncio, velato ma inequivocabile, è giunto tramite i canali social del gruppo Chourmo, fondatori e anima pulsante della manifestazione, lasciando un’incertezza tangibile sul luogo che ospiterà l’edizione imminente, prevista per giugno.
La decisione, come spiega Franco Scano, uno dei soci, non è stata presa alla leggera.
Anni di impegno, di faticosa costruzione di un evento capace di ridare vita e riscoprire angoli dimenticati della città, si sono scontrati con una crescente sensazione di inascoltato.
Promesse al vento, assenze di garanzie concrete, hanno eroso la fiducia, rendendo il percorso insostenibile.
“Siamo operatori culturali – sottolinea Scano – abbiamo investito passione e risorse per arricchire il tessuto culturale cagliaritano, ma le nostre richieste di certezze, di supporto stabile, sono rimaste senza risposta, sommerse da un linguaggio burocratico e politicamente connotato.
”Il festival, considerato un’iniziativa pionieristica nel panorama culturale sardo, ha sempre abbracciato i luoghi, celebrandone l’identità e il valore storico.
L’amarezza traspare dalle parole degli organizzatori, che esprimono il rammarico di non aver percepito un reciproco interesse da parte delle amministrazioni.
Pur sottolineando la volontà di dialogo con tutte le forze politiche succedutesi a livello comunale e regionale, gli organizzatori confessa che, negli ultimi tempi, l’energia è stata assorbita da un rapporto problematico con l’amministrazione comunale, che ha generato frizioni difficili da gestire.
La “burocrazia”, da semplice ingranaggio amministrativo, si è trasformata in uno strumento incomprensibile, contraddittorio, percepito non come un facilitatore, ma come un ostacolo.
La sensazione di essere considerati un peso, piuttosto che una risorsa preziosa per la città, ha reso inevitabile la scelta di una nuova direzione.
Ventitrè anni di letteratura, racconti e incontri hanno visto susseguirsi nomi di spicco del panorama culturale italiano e internazionale.
Roberto Saviano, Zerocalcare, i Wu Ming, Erri De Luca, Michela Murgia, Paco Ignacio Taibo, Neri Marcorè, Paolo Fresu, Massimo Zamboni, Pinuccio Sciola, Marco Baliani, Iaia Forte, Sergio Staino, Sebastien Izzo, Igort: un elenco di voci, talenti e personalità che hanno contribuito a definire l’identità e il successo del festival.
La partenza da Cagliari segna non solo la fine di un capitolo, ma anche l’apertura a nuove possibilità, la speranza di trovare un terreno più fertile per coltivare la passione e l’impegno culturale, lontano da un contesto amministrativo che si è rivelato inospitale.
La storia di Marina Cafè Noir, tuttavia, rimarrà un capitolo importante nel panorama culturale sardo, un monito e un esempio di come la passione e la dedizione possano illuminare anche gli angoli più bui, nonostante le difficoltà.

