Giovedì scorso, l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen ha ospitato un evento di notevole interesse, “Sardegna: storia e identità”, un’immersione nelle radici e nel patrimonio culturale dell’isola, promossa dall’associazione culturale Incantos in collaborazione con l’Istituto Fernando Santi e con il supporto della Regione Sardegna.
L’evento, parte di un più ampio ciclo di iniziative volte a rafforzare il legame tra l’Italia e la Danimarca, ha visto un’affluenza significativa, testimoniando un vivo interesse per la cultura sarda nel panorama danese.
Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Massimo Sarti, ha aperto i lavori con un discorso di benvenuto, sottolineando l’importanza di tali iniziative per favorire la comprensione reciproca e l’apprezzamento del patrimonio culturale italiano, in particolare quello sardo, in un contesto internazionale.
Ha espresso l’auspicio di una prosecuzione della collaborazione istituzionale, auspicando che ciò contribuisca a costruire ponti culturali duraturi e significativi.
A seguire, il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, ha espresso grande emozione per la partecipazione calorosa e attenta del pubblico, evidenziando come la condivisione del ricco patrimonio archeologico sardo possa generare un impatto positivo e duraturo.
Ha sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo, che unisce le forze di istituzioni, associazioni e professionisti, per amplificare la risonanza delle iniziative culturali e favorire una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio sardo a livello globale.
Questa sinergia, ha aggiunto, è essenziale per navigare le sfide della promozione culturale internazionale e massimizzare l’impatto delle attività.
Olimpia Grussu, presidente dell’associazione culturale Incantos, ha evidenziato la forte coesione e il positivo rapporto che lega la comunità sarda residente a Copenaghen alla comunità danese, sottolineando come questo terreno fertile di scambio culturale faciliti l’integrazione e la condivisione di valori e tradizioni.
Un legame che si traduce in un sostegno reciproco e in un’apertura verso nuove esperienze culturali.
Il cuore dell’evento è stato dedicato alla presentazione del Parco Archeologico Naturale del Sinis, a cura delle archeologhe Viviana Pinna, Ilaria Orri e Nicoletta Camedda.
Un viaggio affascinante che ha ripercorso le tappe fondamentali della storia e dell’archeologia sarda, da Tharros, testimonianza della colonizzazione fenicia, all’Ipogeo di San Salvatore, un luogo misterioso e suggestivo, passando per il Museo Marongiu, con le sue enigmatiche figure dei Giganti, fino all’area archeologica di Mont’e Prama, scrigno di sculture raffinate e sconcertanti.
Questo percorso ha offerto una visione d’insieme della ricchezza e della complessità del patrimonio archeologico sardo, invitando il pubblico a riflettere sulle radici storiche e culturali dell’isola.
L’esperienza si è arricchita con la proiezione dei documentari “S’Ozzastru” e “Le Fiamme di Nule”, realizzati dalla regista Carolina Melis, e di un’opera video dell’artista Mario Sulis, offrendo uno sguardo più intimo e artistico sulla cultura e il paesaggio sardo.
A seguire, l’esposizione dei lavori tessili della designer Eugenia Pinna ha dato voce alla creatività contemporanea, mentre l’esibizione canora di Maria Giovanna Cherchi ha concluso la serata con un omaggio alla tradizione musicale sarda.
Durante i due giorni trascorsi a Copenaghen, la Fondazione Mont’e Prama ha anche avuto l’opportunità di incontrare rappresentanti istituzionali italiani, ricevendo l’apprezzamento e il sostegno dell’ambasciatrice Stefania Rosini.
Questo riconoscimento da parte del Ministero degli Esteri è stato definito da Anthony Muroni come un elemento fondamentale per sostenere le numerose attività che la Fondazione svolge al di là dei confini italiani, confermando l’importanza di un dialogo continuo e di una collaborazione proficua con le istituzioni italiane.

