La Pet Economy in Sardegna: Un Ecosistema di Benessere Animale e Innovazione ArtigianaIl settore della pet economy, in Sardegna e a livello nazionale, si configura come un dinamico ecosistema economico in rapida evoluzione, superando i 3 miliardi di euro di fatturato annuo in Italia.
In Sardegna, ben 771 imprese operano in questo comparto, abbracciando una gamma diversificata di attività che vanno dalla cura e assistenza degli animali domestici alla produzione di alimenti specializzati, dalla riproduzione controllata all’ingrosso di mangimi, fino a includere servizi veterinari e di consulenza.
L’analisi di Confartigianato Sardegna, basata su dati UnionCamere e Movimprese 2024, rivela una trasformazione profonda nel settore.
Sebbene la presenza di attività generaliste per animali rimanga consistente (400), l’esplosione più significativa si registra nei servizi di cura e assistenza (150), seguiti dai punti vendita specializzati (98), riproduzione e allevamento (65), e soprattutto dai servizi veterinari (37).
Un dato emblematico è la crescita esponenziale dei servizi veterinari (+164% tra il 2014 e il 2024), che riflette una crescente consapevolezza dei proprietari e una richiesta di cure sempre più specialistiche.
Parallelamente, i servizi di cura per animali domestici hanno visto un incremento dell’85%, indicando una domanda in costante ascesa per toelettatura, pet-sitting, addestramento e altre attività dedicate al benessere degli animali.
Un contrasto interessante emerge con la contrazione del settore dell’allevamento di conigli da appartamento, che ha subito un calo del 33,3%, suggerendo un cambiamento nelle preferenze dei consumatori e un riposizionamento del mercato.
A livello nazionale, il panorama è simile, con quasi 27.000 imprese attive e una crescita significativa nei servizi veterinari (+39,4%) e nei servizi di cura per animali (+32%), evidenziando un cambio di paradigma nella relazione tra uomo e animale.
Questa evoluzione testimonia un’attenzione crescente alla salute, alla qualità della vita e al benessere psicofisico degli animali domestici, trasformando la pet economy in un vero e proprio mercato di nicchia in espansione.
La tendenza è chiara: si passa da un modello basato sulla vendita di animali e mangimi a un’offerta sempre più orientata a servizi personalizzati e di alta qualità.
“La pet economy rappresenta una frontiera inesplorata per l’artigianato sardo”, afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna.
“Stiamo assistendo alla nascita di nuove figure professionali specializzate, come toelettatori qualificati, pet-sitter formati e artigiani che creano prodotti unici e alimenti di alta qualità.
Questa economia valorizza il legame affettivo tra uomo e animale, generando opportunità di lavoro significative, soprattutto per i giovani e le donne.
“Meloni sottolinea come l’artigianato sardo, con le sue competenze, la sua creatività e la sua attenzione alla qualità, possa capitalizzare questo trend.
L’imperativo è investire in formazione specializzata, digitalizzazione e reti di impresa per supportare questo settore in crescita.
La pet economy non è più un fenomeno marginale, ma un’opportunità concreta per lo sviluppo economico e sociale del territorio, capace di integrare tradizione artigianale e innovazione tecnologica a servizio del benessere animale.
Il futuro del settore vedrà una sempre maggiore personalizzazione dei servizi e dei prodotti, con un focus sull’utilizzo di materiali sostenibili e tecnologie avanzate per migliorare la vita degli animali domestici e rafforzare il legame con i loro proprietari.






