Sardegna: Filiera Integrata per Decarbonizzare Agricoltura e Zootecnia

Una filiera agrozootecnica integrata per la decarbonizzazione e la valorizzazione delle risorseLa sfida della sostenibilità ambientale nel settore agrozootecnico, spinta dalle direttive europee per la riduzione delle emissioni di CO2, sta trovando risposte innovative in Sardegna.

Un approccio olistico, che combina la produzione di energia rinnovabile, la trasformazione di sottoprodotti agricoli e la gestione integrata dei reflui zootecnici, sta emergendo come modello di economia circolare.

L’iniziativa, promossa da TIF Engineering e Tecnoproject, si articola in due progetti distinti ma interconnessi: la realizzazione di un nuovo zuccherificio a San Nicolò d’Arcidano e l’ampliamento di un impianto di produzione di biometano a Uras, denominato “Kilometro Bianco”.
Il primo, con un investimento di 45 milioni di euro, mira a ripristinare la produzione di zucchero e bioetanolo da barbabietola, una coltura particolarmente efficace nella cattura di CO2 atmosferica.
Il secondo, che ha un costo di 24,5 milioni, si focalizza sulla trasformazione dei liquami e del letame bovino in biogas, un combustibile rinnovabile, e sul successivo utilizzo del digestato, un fertilizzante naturale arricchito di nutrienti.

La peculiarità del progetto Kilometro Bianco risiede nella sua ambizione di raggiungere la neutralità carbonica, o addirittura una posizione “carbon negative”.
Ciò si ottiene non solo catturando la CO2 generata dagli allevamenti, ma anche sequestrando ulteriore CO2 attraverso la coltivazione intensiva di barbabietola.

La CO2 catturata viene impiegata nel processo di fermentazione anaerobica per la produzione di biometano.
L’approccio integrato prevede una filiera a circuito chiuso, in cui i sottoprodotti di una fase diventano risorse per un’altra.

I liquami e il letame bovini, tradizionalmente problematici dal punto di vista ambientale, vengono trasformati in biometano e digestato.
Il digestato, ricco di nutrienti essenziali per la crescita delle piante, sostituisce i fertilizzanti chimici, riducendo l’impatto ambientale dell’agricoltura e diminuendo la dipendenza da risorse esterne.

La polpa di barbabietola, derivante dalla lavorazione della barbabietola da zucchero, viene impiegata nella produzione di mangime per gli stessi bovini, chiudendo ulteriormente il ciclo delle risorse.
La cooperativa 3A di Arborea svolge un ruolo cruciale, agendo da ponte tra gli investitori e gli allevatori.
Attraverso incontri e discussioni, si promuove la collaborazione tra le parti interessate, garantendo l’integrazione del progetto nella realtà locale.
La blockchain, una tecnologia di registro distribuito, viene utilizzata per tracciare l’intero processo, dalla coltivazione della barbabietola alla produzione di biometano, garantendo trasparenza e verificabilità.

Il modello proposto offre benefici tangibili per tutti gli attori coinvolti: gli allevatori riducono le proprie emissioni di CO2 e ricevono fertilizzanti naturali; gli investitori generano reddito dalla vendita di biometano, bioetanolo, zucchero e mangime; la comunità locale beneficia di un ambiente più pulito e di nuove opportunità di lavoro.

La coltivazione di barbabietola viene incentivata, contribuendo alla resilienza del sistema agricolo e alla diversificazione delle colture.
L’impegno nella ricerca e sperimentazione, come le trentina di prove condotte in Campidano per ottimizzare la varietà di barbabietola più adatta, sottolinea l’attenzione alla qualità e all’efficienza del processo.

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