A Sassari, un nuovo fronte di opposizione si leva contro la riforma della giustizia, dando vita al Comitato civico per il NO al referendum, un’iniziativa che si affianca a quella già attiva a Cagliari.
L’assemblea inaugurale, un momento di confronto aperto al pubblico, ha rappresentato una chiara affermazione di intenti: contrastare una riforma percepita come lesiva dei principi fondamentali dello Stato di diritto.
Le voci a illustrare le ragioni di questa opposizione sono state quelle di Anna Laura Porcu, coordinatrice del Comitato, che ha guidato l’esposizione dei punti critici, affiancata dal giornalista Pier Giorgio Pinna, responsabile della comunicazione, e dall’ex magistrato Mariano Brianda, oggi consigliere comunale, la cui esperienza professionale ha fornito un’analisi approfondita delle implicazioni della riforma.
La critica principale rivolta alla riforma risiede nella sua presunta inefficacia.
Nonostante le promesse di accelerazione dei processi e di riduzione dei costi della giustizia, i promotori del Comitato sostengono che la riforma non apporterà benefici concreti per i cittadini.
Al contrario, si teme un aumento della politicizzazione del sistema giudiziario, con un conseguente rischio per l’autonomia della magistratura, pilastro essenziale della democrazia.
La riforma, secondo le loro analisi, rischia di trasformare la giustizia da strumento di garanzia dei diritti a un mero regolamento di conti politico.
Il Comitato, in aperta opposizione a narrazioni governative, si configura come un movimento popolare, inclusivo e trasversale.
La sua forza risiede nella partecipazione attiva di una vasta gamma di individui: lavoratrici, dipendenti, professionisti, pensionati, casalinghe, insegnanti, avvocati, magistrati, commercianti – persone comuni, animate da un profondo senso civico, provenienti non solo da Sassari ma anche dai comuni limitrofi.
L’assenza di legami diretti con partiti o movimenti politici sottolinea l’aspirazione a rappresentare una voce indipendente e autenticamente popolare.
In linea con l’impegno verso la partecipazione democratica, il Comitato ha lanciato una nuova raccolta firme, con l’obiettivo di raggiungere un significativo numero di sottoscrizioni entro la fine del mese.
Questo gesto simbolico mira a rafforzare la pressione sull’opinione pubblica e a mobilitare un fronte di resistenza consapevole.
Il messaggio lanciato è chiaro: il voto al referendum deve essere un atto di difesa della Costituzione, un rifiuto di qualsiasi tentativo di strumentalizzare la giustizia e di compromettere l’indipendenza della magistratura.
La difesa della giustizia, per il Comitato, è un dovere civico imprescindibile, un baluardo contro l’erosione dei valori repubblicani e la compromissione dei diritti fondamentali di ogni cittadino.






