Il consorzio del “Giardino della Flora Appenninica” di Capracotta, incrocio cruciale tra storia millenaria e fragilità ambientale nel cuore dell’Appennino Molisano, ha ottenuto un significativo riconoscimento finanziario da parte del “National Biodiversity Future Center”.
Questo investimento non è semplicemente un contributo economico, ma un atto di fiducia in un modello di sviluppo sostenibile che fonde ricerca scientifica, partecipazione comunitaria e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.
Il progetto, concepito come una vera e propria “citizen science initiative”, si pone l’ambizioso obiettivo di delineare un nuovo paradigma per le aree montane e interne, spesso marginalizzate e soggette a dinamiche di spopolamento.
L’approccio innovativo mira a trasformare i residenti in veri e propri sentinelle della biodiversità, co-protagonisti attivi nella tutela del loro territorio.
Il sindaco, Candido Paglione, sottolinea come Capracotta, con la sua peculiare vocazione all’equilibrio tra comunità e ambiente, rappresenti un microcosmo ideale per sperimentare e affinare questa strategia.
Il “Giardino della Flora Appenninica” si configura, in questo contesto, non solo come un hotspot di biodiversità, ma come un fulcro di identità culturale e un potente motore di coesione sociale.
L’impegno finanziario consentirà di implementare un programma di monitoraggio integrato e multidimensionale della flora appenninica.
Questo non si limiterà alla mera catalogazione delle specie vegetali, ma si focalizzerà sull’analisi complessa delle interazioni ecologiche: dalle relazioni tra piante e impollinatori (insetti, uccelli, mammiferi) alle dinamiche influenzate dalle variazioni microclimatiche e dalla qualità del suolo.
Il progetto si inserisce in un percorso evolutivo che ha già visto la realizzazione di attività di monitoraggio ambientale tramite il “Laboratorio per la Sostenibilità Ambientale”, un’iniziativa pionieristica che ha permesso di valutare la qualità dell’aria, dei suoli e dei pascoli.
I dati generati saranno cruciali per comprendere non solo gli impatti dell’inquinamento antropico, ma anche gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico sulla flora appenninica, con particolare attenzione alla resilienza delle specie autoctone e alla potenziale introduzione di nuove, alloctone.
Un elemento di rottura e di grande innovazione è rappresentato dall’obiettivo di destagionalizzare l’accesso e la fruizione del Giardino.
L’utilizzo strategico delle tecnologie digitali permetterà di superare i limiti imposti dalla conformazione geografica e dalle condizioni meteorologiche, aprendo le porte del Giardino a un pubblico più ampio e diversificato.
La creazione di una mappa interattiva, la realizzazione di visite virtuali guidate e la fruizione di punti panoramici digitali offriranno un’esperienza immersiva e consapevole del patrimonio naturale, promuovendo al contempo un senso di responsabilità condivisa e un legame più profondo con il territorio.
Questa strategia mira a trasformare il Giardino in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, un luogo di apprendimento continuo e di scambio culturale, capace di generare valore economico e sociale per l’intera comunità.






