La direzione sanitaria dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASReM) entra in una nuova fase, segnando la conclusione del mandato di Bruno Carabellese.
Dopo un’inattesa sequenza di eventi che ha visto la presentazione e la successiva ritrattazione delle dimissioni, Carabellese riprenderà la sua precedente attività di dirigente responsabile dell’Unità operativa di Medicina Nucleare presso l’Ospedale Cardarelli di Campobasso a partire dal 14 dicembre.
L’episodio, che ha sollevato interrogativi sulla stabilità gestionale dell’azienda, si è concluso con una decisione formale assunta dal Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo.
Quest’ultimo, in un provvedimento motivato reso pubblico ieri, ha confermato l’efficacia delle dimissioni di Carabellese, adempiendo a un iter burocratico già avviato.
La decisione, pur rispettando il diritto di revoca esercitato inizialmente dal diretto interessato, ha tenuto conto delle procedure interne già in corso per la ricerca di un successore, indispensabile per garantire la continuità dei servizi sanitari erogati alla comunità molisana.
L’esperienza di Carabellese alla guida della direzione sanitaria rappresenta un capitolo complesso nella storia dell’ASReM, evidenziando le sfide intrinseche alla gestione di un’azienda sanitaria di pubblica rilevanza.
Il suo ritorno al ruolo di dirigente di Medicina Nucleare, pur con la sua competenza specifica, lascia aperto un vuoto di leadership nel coordinamento delle attività cliniche e amministrative a livello regionale.
La vicenda pone ora l’attenzione sulla necessità di un processo di selezione trasparente e condiviso per l’individuazione del nuovo Direttore Sanitario, figura chiave per la definizione delle strategie operative e per la gestione delle risorse umane e finanziarie dell’ASReM.
Inoltre, l’evento riaccende il dibattito sulla governance delle aziende sanitarie regionali, con particolare riferimento alla necessità di rafforzare i meccanismi di controllo e di accountability, al fine di assicurare la stabilità e l’efficienza del sistema sanitario locale, sempre più esposto a crescenti pressioni demografiche, economiche e sociali.
La riorganizzazione interna e la ricerca di nuove sinergie tra le diverse unità operative saranno cruciali per rispondere alle esigenze di una popolazione che attende risposte concrete e servizi di qualità.

