Il primo anno alla guida dell’Arma dei Carabinieri, saldamente ancorato a valori di servizio e dedizione, si rivela un periodo denso di sfide e riflessioni, come sottolineato dal Comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, in un’intervista alla Tgr Rai Molise.
Un anno segnato da perdite dolorose, con quattro caduti in circostanze tragiche che hanno profondamente scosso non solo l’Arma, ma l’intera nazione, evocando un sentimento di lutto collettivo e un rinnovato impegno verso la salvaguardia della sicurezza e della legalità.
La professione militare, in particolare quella di un Carabiniere, implica una solennità di impegno che trascende la semplice esecuzione del dovere; è una promessa di fedeltà alla Patria, un patto silenzioso con la comunità che si assume di proteggere, consapevoli dei rischi intrinseci alla missione.
Ogni perdita, per il Comandante, rappresenta una ferita aperta, un trauma che segna indelebilmente il percorso, alimentando al contempo la determinazione a onorare la memoria dei caduti con un servizio ancora più efficace e proattivo.
Un elemento distintivo dell’Arma, e una risorsa preziosa per il tessuto sociale, risiede nella sua capillare presenza sul territorio, un modello che garantisce un contatto diretto e costante con le comunità locali.
Mantenere questa rete di presidi in piccoli comuni, luoghi spesso marginali e vulnerabili, richiede uno sforzo logistico e umano notevole, ma è essenziale per assicurare un senso di sicurezza e vicinanza.
Il futuro, secondo il Generale Luongo, vedrà un’ottimizzazione di questo modello, mirata a conciliare l’efficienza operativa con la necessità di fornire un punto di riferimento stabile per ogni comunità, un baluardo contro l’isolamento e la paura.
L’interesse dei giovani verso l’Arma è un segnale incoraggiante, testimonianza del fascino che la divisa continua ad esercitare.
Il desiderio di indossare l’uniforme, simbolo di valori come coraggio, onore e dedizione al prossimo, è alimentato da concrete opportunità di crescita professionale e umana.
L’Arma investe massicciamente nella formazione del personale, preparando nuovi Carabinieri non solo abili nell’applicazione della legge, ma anche preparati ad affrontare le sfide complesse del nostro tempo, dotati di una solida preparazione etica e di una profonda consapevolezza del ruolo sociale che svolgono.
Il Generale Luongo ha poi espresso un profondo legame con la sua terra d’origine, Venafro, in Molise, luogo dei suoi ricordi d’infanzia e adolescenza, un periodo di spensieratezza e crescita personale.
La recente cittadinanza onoraria ricevuta rappresenta un riconoscimento commovente e un’ulteriore conferma del suo attaccamento alle sue radici e alla comunità che lo ha visto crescere, alimentando il suo impegno a servire con ancora più passione e dedizione l’Italia intera.







