La tragica vicenda che ha colpito una famiglia del Molise, con la perdita di madre e figlia a seguito di una presunta intossicazione alimentare, continua a interrogare le autorità e a generare un’ondata di preoccupazione nella comunità.
L’attenzione si è concentrata sulla farina, elemento chiave nell’ipotesi di un’intrusione di sostanze tossiche nella catena alimentare, e sugli accertamenti svolti nel mulino Di Vita, attività di proprietà di familiari delle vittime.
Le indagini, finora, non hanno evidenziato alterazioni significative nella farina prodotta dal mulino.
Questa constatazione, pur rappresentando un elemento di conforto, non esclude completamente la possibilità di un’origine esterna all’attività molitoria.
La mancanza di anomalie nella farina potrebbe infatti indicare che, qualora una contaminazione fosse avvenuta, si è verificata in un momento diverso o in un luogo diverso rispetto alla produzione.
È stato inoltre chiarito che il mulino, nel rispetto delle normative igienico-sanitarie, ha sempre adottato misure preventive per il controllo dei roditori.
La presenza di esche, regolarmente posizionate, non denota un’infestazione preesistente, bensì un sistema di prevenzione programmata, volto a scoraggiare qualsiasi tentativo di intrusione da parte di animali.
L’assenza di segnalazioni di infestazioni testimonia l’efficacia di tali misure.
Tuttavia, la complessità del caso impone un’analisi approfondita e multidisciplinare.
La natura stessa delle intossicazioni, con i sintomi acuti manifestati dalle vittime, suggerisce un’azione rapida e potente, potenzialmente riconducibile a sostanze di origine organica o chimica.
L’esclusione di un’anomalia nella farina prodotta non preclude altre piste investigative, che potrebbero includere la contaminazione di altri alimenti consumati dalla famiglia, o la presenza di sostanze tossiche in altri ambienti frequentati dalle vittime.
La comunità scientifica coinvolta nelle indagini sta analizzando i campioni di alimenti, acqua e ambiente raccolti, alla ricerca di tracce di sostanze anomale.
L’attenzione è rivolta a potenziali contaminanti ambientali, come pesticidi, erbicidi o altre sostanze chimiche utilizzate in agricoltura, e a possibili fonti di contaminazione esterne al ciclo alimentare domestico.
La vicenda solleva interrogativi importanti sulla sicurezza alimentare, sulla necessità di rafforzare i controlli e sulla responsabilità di tutti gli attori coinvolti nella filiera agroalimentare.
La ricerca della verità e l’identificazione delle cause di questa tragedia sono priorità assolute, non solo per onorare la memoria delle vittime, ma anche per prevenire il ripetersi di simili eventi.
La collaborazione tra le forze dell’ordine, i periti del pubblico ministero e gli esperti del settore sarà fondamentale per ricostruire l’intera vicenda e garantire la massima trasparenza.

