Riemersione del corpo di Andrea Costantini: l’autopsia per fare luce sul mistero.

Domani mattina, alle prime luci dell’alba, il silenzio del cimitero di Penne (Pescara) sarà interrotto dalla riemersione del corpo di Andrea Costantini, il giovane operaio la cui scomparsa, avvenuta a settembre all’interno di una cella frigorifera di un supermercato di Termoli, ha lasciato un velo di mistero e interrogativi irrisolti.
La salma, dopo un breve periodo di riposo, sarà immediatamente trasportata presso l’ospedale di Pescara, dove alle ore 10 è programmata un’autopsia di approfondimento, un atto formale che mira a districare la verità dalla speculazione.

L’ordinanza che prescrive l’esame autoptico, emessa a dicembre dal giudice per le indagini preliminari di Larino (Campobasso), Rosaria Vecchi, rappresenta il culmine di un’istanza motivata dalla necessità di una perizia scientifica imparziale.

L’incarico è stato affidato al medico legale Cristian D’Ovidio, figura di spicco nel panorama della medicina legale come docente universitario presso l’Università di Chieti, la cui competenza e professionalità sono considerate cruciali per l’accuratezza delle conclusioni.

La concessione di un termine di 90 giorni per completare l’analisi, benché apparentemente lungo, riflette la complessità e la delicatezza delle indagini, che richiedono un’approfondita esecuzione di tutti gli accertamenti necessari.
Al perito legale è stato assegnato un compito arduo e cruciale: determinare con certezza le cause del decesso, sviscerando con rigore scientifico la plausibilità delle ipotesi di suicidio o omicidio.

Non si tratta di una mera constatazione, ma di un’analisi che dovrà considerare la posizione del corpo, le condizioni ambientali all’interno della cella frigorifera, e la presenza o assenza di segni traumatici.
L’esecuzione di un esame del DNA, un elemento cruciale, mira a escludere o confermare la presenza di terzi, potenziali indizi di una dinamica criminale.

La richiesta di un’autopsia non è stata iniziativa recente.

Nei mesi passati, i genitori di Costantini, residenti a Penne, avevano espresso pubblicamente e con veemenza i loro dubbi sulla ricostruzione ufficiale.

Attraverso il loro legale, Piero Lorusso, avevano formalmente presentato una denuncia, sollevando pesanti interrogativi e chiedendo un’indagine approfondita, che includesse l’esplorazione dell’ipotesi di un omicidio.
La decisione del giudice Vecchi, in linea con le istanze dei familiari e nell’ottica di garantire una completa trasparenza, rappresenta un atto di giustizia per un caso ancora avvolto da ombre e incertezze, una ricerca della verità che mira a lenire il dolore di una famiglia e a fare luce su una vicenda tragica.

La speranza è che l’autopsia possa fornire risposte concrete, restituendo dignità alla memoria di Andrea Costantini.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap