Nel panorama economico italiano del 2024, il settore agroalimentare a denominazione protetta – una forza trainante della crescita regionale – irradia un’onda positiva che interessa la maggior parte del territorio nazionale.
Quattordici regioni su venti registrano performance superiori rispetto all’anno precedente, evidenziando la crescente importanza del valore intrinseco legato alla qualità, all’origine e alla tradizione.
Un’analisi più approfondita, presentata nel 23° Rapporto Ismea-Qualivita, svela dinamiche complesse e sfumature regionali cruciali.
Il Sud Italia e le Isole, area geografica strategicamente rilevante per l’economia nazionale, contribuiscono con un volume d’affari complessivo di 3,16 miliardi di euro, incrementando il proprio peso del 3,4% rispetto al 2023.
Questo risultato riflette una crescente domanda internazionale di prodotti autentici e di alta qualità, percepiti come simboli dell’eccellenza italiana.
Campania, con un incremento del 3,1%, dimostra la forza del proprio tessuto produttivo e la capacità di intercettare nuove opportunità di mercato.
Puglia emerge come vero motore di crescita, con un balzo del 12,2%, testimoniando un’efficace strategia di promozione e una risposta positiva da parte dei consumatori.
La Sicilia, con un aumento del 4,0%, conferma il proprio ruolo chiave nella filiera agroalimentare italiana, mentre Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%) contribuiscono a rafforzare il quadro positivo dell’area.
Tuttavia, accanto a questi segnali incoraggianti, emergono anche aree di difficoltà e controtendenza.
Il Molise, in particolare, fa registrare una contrazione significativa del -17%, sollevando interrogativi sulle specifiche dinamiche produttive e distributive che agiscono sul territorio.
Anche la Sardegna, con una diminuzione del -6,5%, evidenzia una situazione più complessa, forse legata a fattori esterni o a sfide interne alla filiera.
Il Rapporto Ismea-Qualivita, presentato a Roma alla presenza del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, non si limita a fornire dati quantitativi, ma offre anche spunti di riflessione sulle strategie da adottare per sostenere e valorizzare ulteriormente il settore.
La crescente attenzione dei consumatori verso la trasparenza, la tracciabilità e la sostenibilità dei prodotti agroalimentari rappresenta una sfida e, allo stesso tempo, un’opportunità per le imprese italiane.
Il futuro del “Made in Italy” a denominazione protetta dipende dalla capacità di innovare, di promuovere la diversità dei prodotti regionali e di rafforzare il legame tra produttori, consumatori e territorio.
La salvaguardia della tradizione e l’investimento in ricerca e sviluppo si rivelano elementi imprescindibili per garantire la competitività e la sostenibilità del settore nel lungo periodo.
L’importanza del capitale umano, la formazione di figure professionali specializzate e la digitalizzazione dei processi produttivi completano il quadro di un settore che, nonostante le sfide, continua a rappresentare una risorsa strategica per l’economia italiana.







