Contratti, rinnovato ccnl lavanderie industriali 2026-2028, per 25mila addetti +188 euro al mese

I sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno sottoscritto ieri a Roma l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle lavanderie industriali con i rappresentanti dell’associazione datoriale Assosistema Confindustria. Il contratto riguarda circa 25mila addetti e oltre 1.200 imprese, nei comparti turistico e sanitario. Il contratto è scaduto lo scorso 31 dicembre. Il rinnovo prevede un aumento complessivo medio (Tec) di 188 euro, riferito al livello B1. L’incremento salariale sui minimi (Tem) per entrambi i settori, turismo e sanitario, sarà di 180 euro, pari al 9,8% di incremento, distribuito in 4 tranche: 50 euro da maggio 2026; 20 euro da dicembre 2026; 50 euro da ottobre 2027; 60 euro da ottobre 2028. Il montante complessivo sarà di 3.500 euro di cui 100 in welfare erogate entro marzo 2027. L'elemento perequativo, per le aziende che non effettuano la contrattazione di 2° livello, passa dai 350 ai 380 euro nel corso della vigenza contrattuale. Riguardo al welfare contrattuale, nel corso del triennio, il contributo al fondo integrativo pensionistico Previmoda salirà dello 0,1% e sarà a carico delle aziende. Per il fondo sanitario Fasiil il contributo, sempre a carico delle aziende, passerà da 12 a 15 euro. Inoltre, per le vittime di violenza di genere, ci sarà la copertura della quota FASIIL da parte delle aziende durante il periodo di aspettativa. Migliorate le Relazioni industriali, con il rafforzamento dell’Osservatorio permanente per la transizione digitale, dell’Organismo paritetico nazionale lavanderie su salute e sicurezza e dell’Osservatorio nazionale, con l’introduzione delle linee guida su diversità, equità e inclusione. Rispetto al capitolo del diritto allo studio, estese ai corsi universitari le 150 ore. Infine, sottoscritte le linee guida per banca ore solidale, accomodamenti ragionevoli, invecchiamento attivo e diversità, equità e inclusione. Condiviso un impegno congiunto per chiedere alle Istituzioni l’inserimento delle mansioni del settore tra i lavori cosiddetti usuranti. Prevista inoltre la riduzione della quota percentuale dal 35 al 30% dei contratti a termine. In tema di salute e sicurezza, introdotta l’assistenza legale, a carico dell’azienda, per i lavoratori preposti. Nelle prossime settimane l’intesa appena raggiunta, che avrà validità per il triennio 2026–2028, verrà sottoposta alle lavoratrici e ai lavoratori del settore che, nelle assemblee, esprimeranno la loro valutazione. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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