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Canavese Cronaca

Strage di Brandizzo, il Comune chiede di essere parte civile nel processo

Il gup Mauro Cantone deciderà il 25 novembre sulle eccezioni, mentre l’udienza di Ivrea è stata organizzata in tre aule collegate

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Strage di Brandizzo, il Comune chiede di essere parte civile nel processo

Il Comune di Brandizzo punta a costituirsi parte civile nel processo sulla strage ferroviaria del 30 agosto 2023, nella quale morirono cinque operai impegnati nei lavori sui binari. La posizione dell’amministrazione è stata illustrata dall’avvocato Andrea Castelnuovo, che ha richiamato il danno patrimoniale e quello d’immagine legato al fatto che il nome di Brandizzo sia oggi associato alla tragedia.

Durante l’udienza preliminare del 28 ottobre, durata circa nove ore per l’esame delle costituzioni di parte civile, i difensori degli imputati hanno sollevato eccezioni riguardanti sindacati e associazioni. Tra le posizioni contestate figura quella della Regione Piemonte: la delibera sarebbe stata firmata dal vicepresidente Maurizio Marrone anziché dal presidente Alberto Cirio. Dalla Regione è stato precisato che Marrone presiedeva la giunta in assenza di Cirio e che si tratta di una prassi già utilizzata.

Le difese non hanno invece sollevato eccezioni sulle costituzioni dei familiari delle vittime riferibili a Rfi. Restano aperte interlocuzioni per eventuali trattative stragiudiziali. I sindacati, tra cui la Fillea Cgil, rivendicano il diritto a partecipare al procedimento, sostenendo che l’inclusione della sicurezza sul lavoro sia centrale in un processo per la morte di lavoratori.

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L’udienza si è svolta nel tribunale di Ivrea con tre aule: una destinata al processo, una ai familiari, collegati in videoconferenza, e una alla stampa. La soluzione ha ridotto i problemi di spazio registrati nell’udienza del 30 settembre, ma i parenti hanno ribadito la preferenza per una presenza diretta in aula. Il pronunciamento sulle eccezioni è atteso il 25 novembre. Per il 30 luglio 2027 è prevista una maxi aula.

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