L’episodio verificatosi a Castrolibero, nel cuore del cosentino, getta un’ombra di preoccupazione sul tessuto democratico calabrese e sulla sicurezza dei suoi rappresentanti eletti.
Orlandino Greco, consigliere regionale della Lega, è stato vittima di un’aggressione fisica durante la sua partecipazione a un evento pubblico, un atto che trascende la mera violenza personale per assumere una valenza simbolica allarmante.
L’aggressione, consumata dinnanzi a una platea di testimoni, ha visto il coinvolgimento di un individuo identificato come conoscente del consigliere, un elemento che aggiunge complessità all’interpretazione dell’accaduto.
La dinamica, descritta come una escalation di insulti e minacce culminata in un violento colpo, solleva interrogativi sulle radici di un simile gesto.
L’affermazione di Greco, secondo cui l’aggressore sembrava non essere pienamente lucido, suggerisce la possibilità di fattori scatenanti non immediatamente evidenti, forse legati a una condizione di alterazione psicofisica o a una profonda crisi personale.
La denuncia presentata ai Carabinieri segna l’inizio di un’indagine volta a ricostruire la sequenza degli eventi e a stabilire le motivazioni alla base dell’aggressione.
Al di là della responsabilità individuale dell’aggressore, l’episodio si pone come sintomo di un clima di crescente tensione sociale ed emotiva, che può manifestarsi in forme di aggressività e di sradicamento dal rispetto delle istituzioni e delle figure pubbliche.
La reazione del consigliere Greco, definendo l’atto come “mortificante per la comunità”, riflette un profondo senso di amarezza e di delusione.
Il fatto che l’aggressore fosse un ex dipendente del Comune, un soggetto precedentemente in contatto con le strutture amministrative, introduce un ulteriore elemento di riflessione sulla gestione delle relazioni istituzionali e sulla potenziale esistenza di risentimenti o frustrazioni latenti.
Questo evento, pur circoscritto a un contesto locale, riflette una problematica più ampia che affligge il panorama politico italiano: la crescente difficoltà di garantire un ambiente di lavoro e di rappresentanza sicuro e rispettoso per gli eletti, un prerequisito fondamentale per il corretto funzionamento della democrazia.
La magistratura, attraverso l’indagine avviata, dovrà fare luce non solo sulla responsabilità penale dell’aggressore, ma anche sulle possibili cause strutturali che hanno contribuito a creare un contesto favorevole a un simile atto di violenza, al fine di prevenire il ripetersi di episodi simili in futuro.






