Un’ombra di illegalità si è abbattuta sul patrimonio boschivo dell’Aspromonte, con due distinti episodi di prelievo non autorizzato di legname che hanno coinvolto un totale di otto persone, tra cui un minorenne.
L’azione congiunta dei Carabinieri, con il supporto del Nucleo Parco, ha portato alla luce pratiche dannose per l’ecosistema e in palese violazione delle normative che proteggono un’area di straordinaria importanza naturalistica.
Il primo caso, verificatosi in località Castello, nel territorio di Oppido Mamertina, ha portato alla denuncia di cinque individui.
L’accusa è di furto aggravato di legname, in particolare di circa quaranta piante di leccio di notevoli dimensioni, con un diametro variabile tra i trenta e i quaranta centimetri.
La gravità del gesto è amplificata dal fatto che il legname era già stato lavorato e suddiviso in tronchi, pronto per essere asportato dalla zona.
L’individuazione dei responsabili è stata resa possibile grazie a un’attività investigativa meticolosa, che ha impiegato fototrappole per monitorare l’area.
Le immagini e i video acquisiti hanno fornito elementi cruciali per identificare i soggetti coinvolti nell’operazione di carico e trasporto, che ha comportato la rimozione di circa 60 quintali di legname.
Questo tipo di attività, se protratta nel tempo, mina la resilienza del bosco, compromettendo la sua capacità di assorbire CO2, proteggere il suolo dall’erosione e mantenere la biodiversità.
Il secondo episodio, avvenuto a Bagaladi, ha rivelato un taglio boschivo di notevoli dimensioni, esteso su diecimila metri quadrati all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Si tratta di un’area protetta, dove qualsiasi intervento di prelievo di legname deve essere preventivamente autorizzato dall’Ente Parco.
L’assenza di un “nulla osta” ha portato alla denuncia di tre persone responsabili dell’intervento, che ha interessato sia lecci che castagni.
Questo tipo di prelievo indiscriminato, privo di una gestione sostenibile, può alterare significativamente la composizione floristica e la struttura dell’ecosistema forestale, con effetti a lungo termine sulla sua capacità di fornire servizi ecosistemici essenziali, come la regolazione del ciclo idrologico e la conservazione della fauna selvatica.
Questi eventi sottolineano l’importanza di rafforzare i controlli e l’educazione ambientale per prevenire ulteriori atti di illegalità e promuovere una gestione forestale responsabile, che concili le esigenze economiche con la tutela del patrimonio naturale.
L’Aspromonte, con la sua straordinaria ricchezza biologica e paesaggistica, merita una protezione rigorosa e un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni ai cittadini.
La sensibilizzazione del pubblico e l’applicazione rigorosa delle leggi sono elementi fondamentali per preservare questo tesoro per le future generazioni.

