venerdì 29 Agosto 2025
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Calabria, proroga dello stato di emergenza per la siccità

Il Governo, riconoscendo la persistente gravità della crisi idrica che affligge ampie porzioni del territorio calabrese, ha approvato un decreto che estende lo stato di emergenza, precedentemente dichiarato, a una platea di comuni ancora più vasta.
Questa decisione, assunta dal Consiglio dei Ministri, non è un mero atto formale, ma una risposta concreta a una situazione di crescente difficoltà che impatta direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sull’agricoltura e sull’economia locale.

La proroga dello stato di emergenza, che interessa in modo particolare la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Crotone, si rende necessaria in seguito a un’analisi approfondita dei dati pluviometrici, dei livelli dei bacini idrici e della distribuzione delle risorse disponibili.

I dati, puntualmente monitorati dagli enti competenti, evidenziano una carenza idrica prolungata e significativa, con conseguenze disastrose per il settore primario, in particolare per le coltivazioni di frutta e verdura, pilastro fondamentale dell’economia calabrese.
La siccità, aggravata da cambiamenti climatici sempre più marcati, sta mettendo a dura prova la resilienza delle comunità locali e richiede un intervento tempestivo e coordinato a livello nazionale.

L’estensione del provvedimento a numerosi comuni della provincia di Cosenza – tra cui Calopezzati, Caloveto, Cariati, Corigliano-Rossano, Cropalati, Crosia, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Scala Coeli, Acri, Bisignano, Luzzi, Rose, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d’Epiro, Vaccarizzo Albanese, Bocchigliero, Campana e Terravecchia – sottolinea l’ampiezza del problema e la necessità di un approccio integrato che coinvolga l’intera regione.
L’attivazione dello stato di emergenza comporta l’immediata disponibilità di risorse finanziarie straordinarie, destinate a interventi urgenti come la fornitura di acqua potabile tramite autocisterne, la realizzazione di opere di emergenza per l’irrigazione, il sostegno alle imprese agricole danneggiate e la promozione di campagne di sensibilizzazione per un uso più responsabile delle risorse idriche.

Tuttavia, lo stato di emergenza è solo una misura temporanea e palliativa.
È imperativo, nel lungo periodo, investire in infrastrutture idriche più moderne ed efficienti, promuovere la ricerca di fonti alternative di approvvigionamento, come la desalinizzazione e il riutilizzo delle acque reflue depurate, e implementare politiche di gestione sostenibile delle risorse idriche che tengano conto delle sfide poste dal cambiamento climatico.

La crisi idrica che affligge la Calabria è un campanello d’allarme che richiede una risposta strategica e duratura, volta a garantire la sicurezza idrica del territorio e a proteggere il futuro delle comunità locali.

È fondamentale, inoltre, promuovere la collaborazione tra enti locali, istituzioni nazionali e stakeholders del settore per sviluppare soluzioni innovative e condivise, capaci di affrontare questa emergenza con un approccio proattivo e resiliente.

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