Un’attività di compro oro operante in territorio calabrese è finita sotto la lente d’inpegnativa dei corpi finanziari, in un’operazione che ha portato alla scoperta di un’organizzazione elusiva e potenzialmente coinvolta in attività illecite.
La Compagnia di Soverato ha proceduto al sequestro di un ingente quantitativo di metalli preziosi, stimato in circa quattro chilogrammi, comprendenti gioielli finemente lavorati arricchiti da pietre preziose e diamanti di notevole valore, per un valore di mercato complessivo quantificabile in circa 800.000 euro.
A questa somma si aggiungono 6.000 euro in contanti rinvenuti all’interno dell’immobile.
L’intervento delle forze dell’ordine ha rivelato una struttura operativa che bypassava deliberatamente le normative vigenti.
In particolare, l’attività era svolta in palese assenza dell’iscrizione obbligatoria all’Organismo di Gestione degli Elenchi degli Agenti in Attività Finanziaria e dei Mediatori Creditizi, un adempimento imprescindibile per legge che garantisce la trasparenza e la tracciabilità dei flussi finanziari.
L’omissione di tale iscrizione, di per sé un reato, solleva interrogativi sulla reale natura dell’attività e sulle possibili connessioni con altre attività sospette.
Ulteriori irregolarità sono state riscontrate nell’assoluto disinteresse per le procedure di identificazione della clientela e per la documentazione e registrazione della merce acquistata.
Questi obblighi, previsti per prevenire riciclaggio di denaro sporco e finanziamento di attività illecite, sono stati completamente ignorati, suggerendo una volontà di operare nell’ombra.
La perquisizione ha permesso di rinvenire, all’interno di una cassaforte e di un laboratorio adiacente, una vasta gamma di gioielli usati di notevole valore, tra cui collane, braccialetti, orecchini e anelli, molti dei quali presentavano caratteristiche che ne aumentavano il valore di mercato.
La presenza di contanti, presumibilmente derivanti dall’attività di compro-oro, conferma il carattere illecito dell’operazione.
Il titolare dell’attività è stato denunciato per esercizio abusivo dell’attività di compro oro e, in ragione della natura presumibilmente illecita dei beni sequestrati, per il reato di ricettazione, un’ipotesi di reato che implica il possesso di beni di provenienza illecita.
L’operazione, oltre a evidenziare la necessità di un controllo più stringente sulle attività di compro oro, sottolinea l’importanza di garantire il rispetto delle normative antiriciclaggio e di prevenire l’utilizzo di queste attività per il riciclaggio di denaro sporco o per il finanziamento di attività criminali.
L’indagine è in corso e non esclude ulteriori sviluppi e l’accertamento di altre persone coinvolte nell’attività illecita.

