domenica 31 Agosto 2025
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Intossicazione da botulino a Cosenza: tre pazienti in terapia intensiva.

Un’emergenza sanitaria si è sviluppata nell’ospedale di Cosenza, dove il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva per sospetta intossicazione da botulino è salito a tre.
La situazione, nata nella notte, coinvolge inizialmente due adolescenti di 17 anni che, dopo aver consumato un panino acquistato a Diamante, hanno manifestato una serie di sintomi allarmanti.
A questi si è poi aggiunto un terzo individuo, presentando la stessa sintomatologia: disorientamento visivo, difficoltà di coordinazione e ripetute crisi di vomito.

La rapidità di reazione del personale sanitario, sollecitata dalle descrizioni precise fornite dai familiari, ha immediatamente orientato le indagini verso la possibilità di un’intossicazione da *Clostridium botulinum*, un batterio anaerobico responsabile della produzione di una potente neurotossina.
La tossina agisce bloccando i segnali nervosi, compromettendo la funzionalità muscolare e, nei casi più gravi, la capacità respiratoria.

La gravità clinica variabile tra i pazienti suggerisce possibili differenze nella quantità di tossina ingerita o nella sensibilità individuale.
La prognosi dei tre pazienti è attualmente considerata riservata, con uno dei ricoverati che versa in condizioni particolarmente critiche.

In risposta alla gravità dei sintomi, ai due pazienti che presentavano il quadro clinico più severo è stata somministrata un’iniezione di siero anti-botulinico, un farmaco specifico che neutralizza la tossina, tempestivamente trasferito dall’ospedale di Taranto.
La sua efficacia, tuttavia, dipende dalla velocità di somministrazione e dalla quantità di tossina presente nell’organismo.
Parallelamente all’assistenza medica, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha attivato un’indagine epidemiologica approfondita, volta a ricostruire la filiera alimentare e identificarne la fonte di contaminazione.

Un team di esperti sta analizzando i campioni di cibo sequestrati all’interno del food truck di Diamante, dove il panino è stato acquistato, esaminando non solo il prodotto stesso, ma anche le condizioni igieniche del veicolo, le pratiche di manipolazione degli alimenti e la corretta conservazione delle materie prime.
La presenza di *Clostridium botulinum* è particolarmente insidiosa perché la tossina è prodotta durante la fermentazione anaerobica e può contaminare alimenti conservati impropriamente, anche in assenza di un odore o sapore anomalo.

L’indagine mira a chiarire se la contaminazione sia stata accidentale o derivante da una violazione delle norme igienico-sanitarie.
I risultati delle analisi, cruciali per prevenire ulteriori casi, sono attesi nei prossimi giorni.

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