Reggio Calabria: Svolta nell’inchiesta sulla frode al sistema sanitario

Un’operazione giudiziaria di ampia portata ha scosso il tessuto socio-sanitario di Reggio Calabria e provincia, culminando nell’emissione di dodici misure cautelari, tra cui arresti domiciliari e divieti di esercizio professionale, disposte dalla Procura guidata da Giuseppe Borrelli.
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Nucleo Anti-Sofisticazioni (NAS), ha portato alla luce una sofisticata rete criminale dedita a frodare il sistema sanitario nazionale e regionale attraverso la manipolazione di risorse mediche essenziali.

Al centro dell’indagine vi è l’azienda Macheda Trasporti, presunta base operativa dell’associazione per delinquere, ma la sua attività illecita si estendeva ben oltre, inglobando professionisti di diversi settori: responsabili commerciali di una multinazionale specializzata nella fornitura di gas medicali per ossigenoterapia (VitalAire Italia Spa), farmacisti, medici specialisti dipendenti dall’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp), medici di medicina generale, intermediari e pazienti complici.

La dinamica criminale si dipanava attraverso la creazione e l’utilizzo di documentazione falsa, comprensiva di piani terapeutici, prescrizioni mediche e bolle di trasporto contraffatte.

Questo meccanismo fraudolento permetteva di certificare la consegna di un elevatissimo numero di bombole di gas medicali, prevalentemente utilizzate per pazienti affetti da patologie respiratorie croniche o in fase terminale, a destinatari fittizi, inesistenti o compiacenti.
Il costo di queste forniture, illegittimamente certificate, gravava interamente sulle casse del Sistema Sanitario Nazionale e di quello regionale, rappresentando una spesa non autorizzata e un furto alla collettività.
L’associazione, secondo l’accusa, non si limitava alla semplice contraffazione di documenti, ma orchestrò un sistema di corruzione e favoreggiamento personale, coinvolgendo figure chiave nel settore sanitario e commerciale.
La complessità dell’organizzazione suggerisce una pianificazione meticolosa e una profonda conoscenza delle procedure amministrative e sanitarie, finalizzate a eludere i controlli e massimizzare il profitto illecito.

Oltre alle misure cautelari personali, che interessano direttamente Francesco e Fortunato Macheda, Stefania Callipari e Giuseppe Villa (soggetti coinvolti in arresti domiciliari), il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha disposto ulteriori restrizioni per altri otto indagati, tra cui divieti temporanei di esercizio professionale, obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sospensioni dall’esercizio delle funzioni pubbliche.

Un elemento significativo dell’operazione è il sequestro preventivo disposto nei confronti di Macheda Trasporti, la società al centro della presunta attività illecita, e di una somma di 48.000 euro nei confronti di VitalAire Italia Spa, la multinazionale fornitrice dei dispositivi medici.
Questo provvedimento mira a impedire la prosecuzione dell’attività criminale e a garantire il recupero di risorse illecitamente acquisite, a beneficio della comunità e del sistema sanitario.
L’inchiesta, ancora in corso, promette di far emergere ulteriori dettagli e coinvolgimenti, illuminando un quadro preoccupante di vulnerabilità e corruzione all’interno del sistema sanitario locale.

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