Crisi nel settore automobilistico italiano: dati preoccupanti e prospettive incerte

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02 gennaio 2025 – 18:31

Nel corso del 2024, il settore automobilistico italiano ha segnato un periodo di crisi con una chiusura negativa. Nel mese di dicembre, le immatricolazioni hanno raggiunto la cifra di 105.715 veicoli, registrando un calo del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente, nel corso dei dodici mesi precedenti sono state immatricolate in Italia 1.558.704 auto, evidenziando una flessione dello 0,5% rispetto al 2023 e addirittura del 18,7% se confrontata con il 2019, anno antecedente alla pandemia che ha colpito pesantemente il settore.Nonostante l’economia italiana abbia già superato i livelli pre-crisi del 2019 in termini di Pil, il mercato delle quattro ruote fatica a recuperare i livelli precedenti all’emergenza sanitaria mondiale. In particolare, Stellantis ha subito un calo significativo del 18,1% nelle vendite nel mese di dicembre e ha visto ridursi la sua quota di mercato dallo scorso anno passando dal massimo del 32% al attuale 29%.Una situazione analoga si riscontra nell’Unione Europea dove la politica per la transizione energetica sta impattando fortemente sul mercato automobilistico. Le critiche si concentrano sull’approccio adottato dall’UE che punta a supportare l’auto elettrica tramite divieti anziché incentivi come avviene in altre parti del mondo.Le prospettive future per il mercato automobilistico italiano non appaiono incoraggianti secondo quanto riportato dai concessionari del settore. Solo il 4% degli intervistati ritiene che vi sia un elevato numero di nuovi ordini mentre ben l’80% considera tale indice su livelli molto bassi.Le sanzioni previste dall’UE per le case automobilistiche che superano i limiti di emissioni costituiscono un ulteriore ostacolo da affrontare. Le vendite di veicoli elettrici sono stagnanti e si attestano su valori circa il 10% inferiori agli obiettivi prefissati. L’Acea stima che le multe complessive ammontino a circa 16 miliardi di euro in Europa.Infine, nel corso del 2024 si è assistito a un drammatico aumento della perdita di posti di lavoro tra i fornitori europei di componentistica per auto rispetto all’anno precedente a causa della contrazione dell’industria automobilistica sul continente europeo.

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