Curigliano (Esmo): "Test genomici per il cancro nei seno nei Lea passo avanti verso cure su misura"
Nuove opportunità per personalizzare le cure contro il cancro: gli esami genomici aiutano a valutare il rischio di recidiva e a individuare le pazienti che possono evitare la chemioterapia. "L'inserimento dei test genomici nei livelli essenziali di assistenza (Lea) rappresenta un passo importante verso una maggiore personalizzazione delle cure per il tumore della mammella. Questi esami", utilizzati in specifiche forme di tumore, "aiutano a stratificare il rischio della malattia endocrino-responsiva Her2-negativa in setting adiuvante. È una notizia molto importante, perché abbiamo la possibilità di testare queste pazienti e di capire chi necessita veramente di un trattamento chemioterapico e chi invece non ne necessita" dopo l'intervento chirurgico. A sottolinearlo è Giuseppe Curigliano, presidente eletto della Società europea di oncologia medica (Esmo), intervenuto al congresso della società scientifica che si chiude oggi a Madrid.
Curigliano richiama inoltre l'attenzione sul livello di evidenza scientifica disponibile per i diversi test. "Quello che è importante ricordare - spiega - è che alcuni test genomici sono stati validati prospetticamente nel contesto di studi prospettici randomizzati, altri invece retrospettivamente. Il livello di evidenza e il grado di raccomandazione nelle linee guida Esmo cambiano, e quello che è importante ricordare è testare: testare per avere la possibilità di stratificare meglio il rischio e capire a chi fare di più e a chi fare di meno, ma soprattutto a chi omettere la chemioterapia", conclude Curigliano.





