PUBBLICITÀ
Cronaca

Ilaria Salis e il risarcimento agli ex collaboratori, annullata condanna: processo riparte da zero

Condividi WhatsApp Facebook X
Ilaria Salis e il risarcimento agli ex collaboratori, annullata condanna: processo riparte da zero

I giudici della Corte d’Appello di Milano - sezione Lavoro hanno accolto la richiesta di nullità della sentenza di primo grado chiesta dai legali di Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, e così il tribunale dovrà tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere - all’esito di un processo in contumacia - un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa.  

E’ quanto stabilito dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni all’indomani dell’udienza con cui gli avvocati dell’esponente politica aveva chiesto la nullità del verdetto pronunciato - a dire dei legali - "all'esito di un giudizio instaurato mediante notificazione inesistente": ci sarebbe stato un solo tentativo dell'ufficiale giudiziario, a fronte di una residenza nota e un indirizzo Pec conosciuto. "La contumacia inconsapevole" avrebbe impedito, per gli avvocati, "di esercitare il proprio diritto di difesa", ossia evidenziare il "deterioramento del rapporto fiduciario" tra Ilaria Salis e i due ex collaboratori che le hanno fatto causa. 

Nella sentenza, visionata dall'Adnkronos, emerge come il collegio "accertata la nullità della notifica del ricorso dichiara la nullità della sentenza del Tribunale di Milano, sezione lavoro" emessa lo scorso marzo, "rimette la causa al primo giudice" e "compensa le spese di lite del doppio grado". 

PUBBLICITÀ

Nulla in più viene detto sulle motivazioni del verdetto che di fatto accoglie la questione di nullità - relativa alla mancata notifica all'indirizzo dell'europarlamentare di Avs - posta ieri dai difensori di Ilaria Salis, gli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo. 

"Sentenza annullata, riconosciute le mie ragioni" e un emoticon con il segno di due dita alzate in segno di vittoria. Così Ilaria Salis sui social commenta la sentenza. Un verdetto che porta indietro le lancette della giustizia: i giudici di primo grado dovranno tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere - all’esito di un processo in contumacia - un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa. 

"Accolgo con soddisfazione la decisione della Corte d'Appello di Milano (sezione Lavoro), che ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado nell'ambito della controversia con due ex collaboratori. Come ho sostenuto fin dall'inizio, non ero stata posta nelle condizioni di venire a conoscenza del procedimento e, di conseguenza, di esercitare il mio diritto alla difesa", commenta l'eurodeputata di Avs. "L'intero giudizio di primo grado si è svolto in mia totale e incolpevole assenza, senza alcuna possibilità di contraddittorio. Una situazione surreale. Questa sentenza di primo grado (quindi nemmeno definitiva) pronunciata in assenza di contraddittorio è stata al centro di una vergognosa campagna mediatica, orchestrata dalla solita macchina del fango che prende sistematicamente di mira, anche con metodi sleali, chi si batte a sinistra e non abbassa la testa", ha aggiunto. 

"La Corte di Appello ha ritenuto la notifica del ricorso non corretta, ancora non ci sono le motivazioni per capirne il motivo. A ogni modo la causa verrà riassunta e non abbiamo nessun problema ad affrontare la questione nel merito". Lo affermano all'Adnkronos i legali - gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto - dei due ex collaboratori dell'europarlamentare a cui il Tribunale di Milano (sezione Lavoro) aveva riconosciuto in primo grado il risarcimento di circa 300mila euro.  

Fonte: Adnkronos
PUBBLICITÀ

Per approfondire